Il centrodestra reggino sbeffeggia il PD: “Per i dem, il richiamo della poltrona è come il canto di sirena per Ulisse”

“Il richiamo della poltrona è come il canto di sirena per Ulisse: per metterlo a tacere ci vuole autodeterminazione e coraggio, doti di cui evidentemente il PD non è provvisto, visti i continui e repentini cambiamenti di pensiero”.

La risposta dei consiglieri Federico Milia, Antonino Maiolino, Giuseppe De Biasi, Antonino Caridi, Armando Neri, Antonino Minicuci e Mario Cardia non si fa attendere, dopo le dichiarazioni del capogruppo del PD Giuseppe Sera sulla possibilità di un’apertura a Falcomatà con un ‘patto di fine consiliatura’ e un attacco al centrodestra, accusato di “furbizie” e “bisogno di visibilità”, per difendere il mancato voto favorevole del consigliere Barreca in Commissione Bilancio.

“È paradossale che il capogruppo del PD Giuseppe Sera ci accusi di essere ‘assetati di visibilità’ per il solo fatto di aver messo al centro delle questioni il bene dei lavoratori: è comprensibile, visto il momento di confusione che stanno vivendo, ma per noi inaccettabile, che il PD abbia votato contro l’aumento delle ore ai 123 dipendenti ex legge 15 ed ex legge 31 solo per una presa di posizione, di parte, che non ha consentito al PD di mettere al centro il bene collettivo, solo perché la mozione non era unitaria” dichiarano i consiglieri.

Singolare è poi l’atteggiamento del capogruppo PD che, forse offuscato dalla spasmodica ricerca di un posto in Giunta per l’amico Battaglia, dimentica i cambi di posizione del suo partito nelle ultime settimane: nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale del 30 dicembre, il capogruppo del PD rassicurava tutti sullo stato di buona salute della maggioranza, impegnata al dialogo per formare la Giunta, liquidando la questione con un sonoro “ci vuole il tempo che ci vuole”, salvo poi essere smentito poco dopo dal sindaco che, in quella stessa seduta, nel suo intervento scomoda persino la mancata virtù del coraggio di Don Abbondio di manzoniana memoria “il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare” che lasciava già presagire azioni capaci di far tremare l’Aula Battaglia.
Presto detto, proprio il giorno dell’Epifania il sindaco ‘si manifesta’ nel suo atto di coraggio con una (semi) Giunta monca di partiti e il PD tuona con un comunicato stampa, dichiarando il fatto ‘grave, inedito e divisivo, ostile alla democrazia e alla città’ e ancora ‘un modo di operare antidemocratico e individualista’.

Ieri il capogruppo del PD Sera, con un colpo di spugna, perdona e dimentica tutto, veloce quanto basta perché non si perda troppo tempo per affidare le poltrone, ma lento quanto basta perché le trattative vadano ancora avanti per affidarle alle persone giuste.

“Non c’è una direzione, perché non c’è un obiettivo comune, che è il bene della città sopra ogni cosa, anche a costo di lasciare la poltrona. Lascia perplessi anche la dichiarazione del capogruppo PD, che ’lavora per impedire che le forze del centrodestra, responsabili del crack economico e sociale del Comune, tornino ad amministrare’, probabilmente dimenticando che la stagione dei debiti l’ha vissuta in prima persona, militando nell ambito del centrodestra” proseguono i consiglieri.

“La mozione di sfiducia da noi presentata mette in luce, in più punti, queste criticità: va apposta la parola fine a un’ Amministrazione fallimentare e incapace di dare risposte alle esigenze della città -concludono i consiglieri – I cittadini devono sapere in chi hanno riposto la loro fiducia: questi sono fatti, il tempo delle parole è scaduto da un po’”.

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