La loro situazione di incertezza va avanti da anni. Tra un progetto e l’altro, tra fasi di “fermo” e momenti di protesta, vivono tra mille difficoltà perché il compenso è scarno nei periodi di attività o assente quando i progetti non sono in esecuzione.
Molti hanno una famiglia sulle spalle, figli che vanno mantenuti, speranze che vanno nutrite. I tirocinanti (ex percettori della mobilità in deroga) affrontano un nuovo ciclo della loro complessa esperienza, ma vogliono far sentire forte la loro voce. Si trovano in diversi Enti calabresi e l’avvicinarsi della fine dell’attuale progetto li spinge a muoversi per cercare risposte. Le vogliono entro ottobre, perché temono che la fine della legislatura regionale ed il periodo elettorale possano provocare una “stasi” che esacerbare gli animi. E che li metterebbe economicamente in ginocchio. Destinatari delle loro richieste sono in prima battuta il presidente della Giunta regionale Mario Oliverio e l’assessore al Lavoro Angela Robbe: da loro gli ex mobilitati vogliono riscontri tangibili, non rinvii e attese.
Sono stanchi delle “parole”, delle “promesse” di una politica che prima seduce e poi dimentica ed infine abbandona. Pretendono un “riconoscimento” come categoria, che cristallizzi il loro status, che funga da punto fermo per il futuro. Si preparano ad una nuova, estenuante battaglia.
Consci del supporto fornito agli Enti e della carenza di personale degli stessi, talvolta accentuata da provvedimenti come “Quota 100”, puntano ad ottenere una soluzione definitiva. Che possa dare pace a chi, in una terra carica di dolore, non cerca nient’altro che lavoro.