Il bluff delle dimissioni millantate è servito: in cinque hanno ingannato la città

Per una volta non serve trovare le parole per esprimere una valutazione che è tutta nella premessa, contenuta in un comunicato, e svenduta ai reggini da tre simulacri di partiti (Fratelli d’Italia, Lega, Coraggio Italia) che, credendo di farsi beffe degli interlocutori, hanno sputtanato se stessi ed i loro consiglieri comunali fotografati (letteralmente) in tutta la loro inservibilità. Come ampiamente previsto da qualunque cittadino che abbia seguito in queste ore la ridicola messinscena della processione dal notaio per apporre firme su carta straccia, le dimissioni non hanno mai visto la luce. I rappresentanti di Forza Italia, Reggio Attiva ed Impegno e Identità, a differenza dei loro colleghi senza ritegno, hanno conservato il pudore, legando il proprio destino ad una volontà autonoma di opposizione, di subordinare l’atto al raggiungimento dell’unanimità delle sole minoranze.

FdI, Lega e Coraggio Italia, con fare svergognato e mentendo con cinismo inversamente proporzionale alle abilità (?) politiche dei suoi scudieri consiliari, hanno perso la faccia condizionando il loro passo indietro all’ottenimento dell’abbandono della scialuppa da parte di un nutrito gruppo della maggioranza, in modo da arrivare alla fatidica soglia dei 17. Un traguardo che, come è apparso lapalissiano sin dai minuti successivi all’apertura della crisi a Palazzo San Giorgio, non è mai stato considerato nemmeno per scherzo. “Non ci sono i requisiti minimi di agibilità politica, non si può pensare di ‘andare avanti’ nelle attuali condizioni politiche e soprattutto pubbliche. Reggio Calabria è allo sbando totale e di questo passo non può che peggiorare. Serve una presa di coscienza che manca solo alla Maggioranza, e che invece i cittadini hanno assunto ormai da un pezzo e che adesso il CentroDestra intende rendere concreta: dimissioni collettive e ritorno al voto a stretto giro. Non c’è altro modo per dare uno scossone e nuova prospettiva”. Questo era stato promesso ed annunciato al popolo nella nota arrivata alle redazioni dei giornali alle 23:18 di domenica sera. “I Partiti del CentroDestra – era specificato nel documento carico di motivazioni nobili naufragate nel mare magnum della pochezza dei piccoli personaggi che affollano la politica reggina con la copertura dei vertici regionali – non intendono essere complici di un disastro annunciato. Pertanto chiediamo ai nostri eletti di presentare contestualmente formali dimissioni presso un notaio, che avrà il compito in tal caso di consegnarle al Segretario generale di Palazzo San Giorgio. È un doveroso atto di responsabilità e di amore verso la Città, che siamo certi arriverà da ogni lista. Dimissioni collettive e ripartire da zero. E’ l’unica soluzione”. Tutto falso: cinque commedianti grossolani hanno raccontato balle in piena coscienza ed ora, se solo fossero in grado di recuperare frammenti di un orgoglio finito sotto i piedi, vadano da qualche parte a caccia del coraggio che non hanno, né hanno mai avuto nel corso della loro irrilevante storia politica e si presentino alla città comunicando i motivi per cui l’hanno raggirata con parole fraudolente. Oppure, intraprendano il percorso, per loro inedito dell’onorabilità, e si dirigano verso l’approdo delle dimissioni dei soli membri di opposizione al centrosinistra. A quale tasso di disprezzo per le attese dei reggini dovranno ulteriormente abbassare il loro agire per ripresentarsi, come se nulla fosse, ai lavori consiliari? Ora il bluff è servito al tavolo della simulazione: soltanto i tre membri di Forza Italia, quello di Reggio Attiva e la consigliera comunale di Impegno e Identità hanno giocato, sia pur con un eccesso di prudenza non adeguato alla situazione, a carte scoperte. Il resto è solo robaccia buona per partitini che approfittano dell’ingenuità di troppa gente con una matita ed una tessera elettorale in mano.

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