I sindacati del Vibonese sul piede di guerra: “Il Governo deve fermare le attività non essenziali o sarà sciopero generale”

Le organizzazioni sindacali lo hanno reso noto con un documento congiunto

“Il decreto del Governo, subendo le pressioni di Confindustria, ha definito i settori indispensabili che possono continuare le attività nei prossimi giorni e sta pensando di includere, nell’elenco delle attività essenziali, altre attività produttive che saranno obbligate – riferiscono in una nota congiunta Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm della provincia di Vibo Valentia – a garantire la continuità lavorativa.

Contemporaneamente, il decreto assegna alle imprese una inaccettabile discrezionalità per continuare le loro attività, con una semplice dichiarazione alle Prefetture. Le organizzazioni sindacali territoriali ricevono da più aziende denunce sulla non applicabilità delle norme previste nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri datato 11 marzo mettendo i lavoratori e le lavoratrici al serio rischio di contagio da Covid-19. Tutte scelte che piegano, ancora una volta, la vita e la salute delle persone alle logiche del profitto: noi non ci stiamo! La priorità è la salute, la sicurezza e la tranquillità dei lavoratori e delle lavoratrici”. Fim, Fiom e Uilm della provincia di Vibo Valentia dichiarano, e sostengono, “fin da ora, ogni possibile azione di mobilitazione e contrasto per impedire che l’esercizio di questa scelta costringa lavoratrici e lavoratori di attività non strettamente indispensabili a dover continuare a recarsi al lavoro. Chiediamo che il Governo Nazionale che riveda l’elenco delle aziende essenziali che deve ricomprendere solo quelle attività strettamente necessarie e indispensabili per il funzionamento del Paese e non deve lasciare margini di interpretazione indiscrezionalità: tutte le attività non essenziali devono chiudere e i oro dipendenti devono poter stare a casa e per quelle non rinviabili o di emergenza i lavoratori devono essere dotati di tutti i dispositivi di protezione individuale necessari per operare nella massima sicurezza. Per questo, nelle aziende appartenenti ai settori che non rispondono alle caratteristiche di attività essenziali e, in ogni caso, in tutti quei luoghi di lavoro dove non ricorrano le condizioni di sicurezza definite nel Protocollo condiviso del 14 marzo, a partire dal 23 marzo, si agirà con lo sciopero già dichiarato dalla categoria a livello nazionale il 20 marzo scorso. Fim, Fiom, Uilm della provincia di Vibo Valentia comunicano, inoltre, che in assenza di misure concrete per la messa in sicurezza dei lavoratori proclameranno per il 25 marzo sciopero generale della categoria”.

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