Comincia ad essere difficile da interpretare la situazione del Parco delle Serre. Dopo mesi di “vuoto” istituzionale determinato dalla mancanza di una guida, l’Ente di tutela ambientale sembrava poter uscire dall’impasse quando circa un mese addietro – era il 27 febbraio (leggi qui) – a seguito di ripetute polemiche, le ultime due righe di un comunicato della Giunta regionale rendevano nota la designazione del tecnico Francesco Costantino a commissario. Una scelta che pareva essere stata conseguenza dell’urgenza ma, a distanza di quattro settimane, questa lettura è superata dall’apparente inspiegabilità dei fatti.
Costantino, infatti, nella sede del Parco delle Serre non ha ancora messo piede: mancherebbe la firma del presidente della Regione sul decreto di nomina, un atto che non dovrebbe richiedere tempo e che, invece, sembra essere accidentato. A preoccupare i cittadini (evidentemente non la politica) sono gli effetti sul territorio e sul processo di sviluppo, peraltro, in una fase particolarmente delicata: senza commissario non ci può essere uno straccio di bilancio approvato, non ci può essere una programmazione, tantomeno decisioni di un certo rilievo. In pratica, le attività principali sono ferme. Ci sono, al contrario, ritardi che causano altri ritardi a dispetto di chi vuole “una Calabria che corre”, di chi parla di “efficienza” e di “attenzione”. Forse avranno remore a parlare gli amministratori di centrodestra, non le possono avere le persone che il territorio lo vivono e anche lo soffrono quotidianamente. In tanti si chiedono in silenzio perché quella firma non arrivi, ma l’interrogativo più malizioso lo pone chi guarda ad altre realtà regionali: se si fosse trattato di un Ente del Cosentino sarebbe successa la stessa cosa? Inoltre, è legittimo domandarsi che peso politico abbiano gli esponenti dell’area interessata (parliamo soprattutto di chi ha aspirazioni di livello regionale), quali siano i confini della discrezionalità politico-amministrativa di chi governa, quanto contano davvero le esigenze della popolazione nei processi decisionali. Nessuno ha risposte certe e incontestabili, ma talvolta un po’ di diffidenza non guasta.