I richiami a “L’Ulivo” di “Rinascita Comune” e le tante anime di “Liberamente”: la politica dietro il civismo

Foto di Biagio Tassone

Dicono tutti che saranno liste civiche, forse perché “fa trendy” o forse perché così si può intercettare qualche voto in più. In realtà, i richiami alla politica ed i riferimenti ai partiti vengono (prendiamo a prestito un termine della sismologia) distintamente percepiti dalla popolazione. Di certo, ognuno chiederà il voto per sé cercando di vincere la guerra esterna (quella contro le altre liste) e la battaglia interna (quella della raccolta del maggior numero di preferenze nella propria), ma molti porteranno alla fine il risultato anche su altri tavoli. Le elezioni amministrative significano tanto per la comunità locale, ma hanno riflessi ed effetti anche dal punto di vista dei livelli superiori di governo. I richiami appena citati sono ben visibili e leggibili, anche a chi di politica – a dispetto di una retorica prosopopea – non ne mastica poi tanto.

La lista che propone come candidato a sindaco Vincenzo Damiani sembra avere un marchio di fondo ben definito: il simbolo di “Rinascita Comune” descritto come “un germoglio verde” appare al malizioso osservatore come un ramoscello de “L’Ulivo” di prodiana memoria, sintesi ed espressione del legame fra Ds e Margherita. Sigle e parole che i più giovani non ricordano, ma che risvegliano stimoli che sembravano sopiti. L’invito a votare “No” di Damiani al referendum sulla giustizia conferma questo assunto come anche la storia politica dei promotori della lista (Luigi Tassone, Antonio Procopio, Raffaele Lo Iacono e Domenico Dominelli). Gli altri candidati – al momento non conosciuti, ma la concorrenza giura di averli intravisti a Palazzo Chimirri magari rappresentati da qualche parente – forse non avranno lo stesso radicamento politico, ma la linea generale è chiara.

“Liberamente”, movimento civico per antonomasia, con il passare degli anni si è sempre più colorato di verde-azzurro anche se preserva distinguo di rilievo (Rosanna Federico, Raffaele Andrea Pisani e Sabina Maiolo, ad esempio). C’è uno zoccolo duro vicino a Vito Pitaro (Carmine Franzè, Daniele Galeano e Raffaela Ariganello) e c’è chi guarda a Fratelli d’Italia (Salvatore Zaffino), mentre il sindaco Alfredo Barillari mantiene un profilo istituzionale, anche se di lui tra le righe abbiamo già detto. L’orientamento prevalente, in vista del referendum, tende al “Sì”. I legami con il governo regionale targato Occhiuto sono discretamente distinguibili, lo spazio lasciato libero a destra pare aver costituito per buona parte di questo gruppo lo sbocco di un percorso.

La nascente lista che sarà guidata da Valeria Giancotti (vicina al consigliere regionale Ernesto Alecci) e sostenuta da Lucia Rachiele si posiziona più a sinistra, anche se l’altro “co-fondatore” citato nella nota di presentazione è il centrista Bruno Rosi. Resta da specificare la collocazione nello scacchiere politico di Vito Regio.

Infine, ci sarebbe un’eventuale quarta lista, quella di chi lavorava a costruire un’alternativa unitaria all’attuale maggioranza prima del passo in avanti di Giancotti. Ma qui ci sono ancora infiniti interrogativi su nomi, visioni, prospettive. Le prossime settimane sveleranno l’anima di chi allo stato si trova dietro le quinte in attesa di svelarsi.

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