I reggini non hanno nemmeno gli occhi per piangere, ma avranno i binocoli panoramici

Finalmente! L’Amministrazione Falcomatà, dopo mesi di inazione, dopo silenzi omertosi dei compagni di merende del ras Nino Castorina, dopo la presa in ostaggio di aree della città finché il Principe ereditario si degnerà di interrompere la preparazione dei cudduraci per scoprire di quale città, a sua insaputa, sia stato riconfermato sindaco dalla netta minoranza degli aventi e dei non aventi diritto al voto; dopo presentazioni di bislacche programmazioni oniriche, dopo bugie miserrime come l’ultima riguardante la presenza vietata da protocolli e regolamenti allo Stadio Granillo, dopo la celebrazione, signora mia, di qualche metro di bitume buttato in mezzo alla carreggiata; dopo essersene fottuti della petizione sulla TARI perché loro sì che rispettano i cavilli legali nei quali incunearsi per fare carta straccia dei diritti di una comunità; dopo essersi impossessati, con fare tipico di altri consessi poco civici, di uno striscione in Consiglio comunale; dopo aver sepolto la città sotto caterve di rifiuti, dopo aver sottratto l’acqua a migliaia e migliaia di abitazioni senza mai una scusa, una giustificazione o, non sia mai, una comunicazione che riporterebbe Reggio Calabria nell’alveo dei luoghi civili; dopo aver detto tutto e il contrario di tutto su Covid-19 e dintorni, dopo aver fatto poco o nulla su Covid-19 e dintorni, dopo aver continuato a ridurre Palazzo San Giorgio in un parco giochi per infanti scarsamente dotati di cultura, politica e generale; dopo aver schernito, più e più volte, dallo scranno di Primo Cittadino i rappresentanti delle minoranze, dopo aver ballato sui resti dell’opinione pubblica reggina spossata da sei anni di infausta menomazione della qualità della vita, finalmente la sospirata svolta è arrivata.

E’ sopraggiunta quando ormai nessuno la vagheggiava, è sbucata sotto le sembianze più imprevedibili: quelle, incredibile a dirsi, di una burocratica mozione. Il provvedimento che ha rovesciato il tavolo pieno di delusioni che hanno piagato e piegato il popolo di Reggio Calabria sarà presentato mercoledì e non ci si poteva esimere dall’anticiparne il contenuto come ha fatto Filomena Iatì, consigliere comunale di “Per Reggio Città Metropolitana” e socio fondatore di “Impegno e Identità”. Bando alle emozioni e alle esitazioni, dunque: tra qualche ora Mario Cardia, che ha recentemente aderito a “Più Europa” (sarebbe interessante scandagliarne le convinte ragioni ideali alla base della scelta), entrerà nella nobile storia di Reggio facendosi promotore in Sesta Commissione “della possibilità di installazione di binocoli panoramici della nostra città”. Solo uno dei soldati lealisti più fidati del sindaco poteva intuire che, in un passaggio epocale nel quale la comunità reggina non ha nemmeno gli occhi per piangere, i binocoli fossero lo strumento più idoneo per osservare le sciagure che l’hanno attorniata impedendo qualsiasi via di fuga alla speranza e alla fiducia. No, non potremo mai dimenticarli, se non altro perché l’opera frutto del loro genio attraverserà le barriere del tempo e si collocherà, come merita, nel firmamento dell’Eternità: quello che si può scrutare grazie ai binocoli panoramici di fattura falcomatiana.

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