Ospite del format su l’emittente regionale “La C”, Billy Gurnari, direttore tecnico della Domotek Volley e vicepresidente del Comitato Regionale FIPAV, ha lanciato un grido d’allarme sulle strutture sportive cittadine.
“Il capolavoro Domotek è sotto gli occhi di tutti ma non è un progetto fine a sé stesso o relativo solo alla prima squadra.
E’ un pensiero studiato che prevede passi giusti nel momento giusto.
I successi in Coppa Italia Del Monte, Supercoppa e la promozione in A2 ci riempiono di gioia”.
«Purtroppo usufruiamo del PalaCalafiore, ma con costi altissimi – ha spiegato Gurnari – e il PalaBotteghelle, tempio dello sport reggino, è stato dato ai privati: per un’ora e mezza di allenamento paghiamo 75 euro l’ora».
Una situazione paradossale per una società che in questa stagione ha vinto un “triplete” (promozione in A2, Coppa Italia e Supercoppa di A3) e che domenica scorsa ha festeggiato davanti a migliaia e migliaia di tifosi. «Alla prima giornata di B c’erano pochissimi spettatori– ricorda – e ciò significa che il lavoro di Antonio Polimeni e di tutta la società è stato straordinario».
Il problema vero, però, è il futuro. «Abbiamo squadre femminili in C, giovanili maschili e femminili, Under 16, 18, 13 e Minivolley – elenca Gurnari – ma siamo costretti a chiudere le iscrizioni perché non sappiamo dove portare i ragazzi». Per il Direttore Tecnico reggino, la priorità è sociale: «Noi togliamo i ragazzi dal computer e dalla strada. Ma servono impianti usufruibili, più piccoli e diffusi sul territorio, non grandi cattedrali. Le istituzioni locali devono capire che questa è una questione sociale, non solo sportiva».
Gurnari guarda con speranza alla nuova legge che obbligherà le scuole a mettere a disposizione le palestre fuori dall’orario didattico: «Speriamo che da quest’anno se ne possa usufruire – dice – perché ci vuole volontà da parte delle Amministrazioni. Se ci aiuteranno, faremo solo del bene ai ragazzi e alla comunità». E sui numeri del volley in Calabria: «Siamo secondi solo al calcio con quasi 400.000 tesserati. Le donne sono il triplo degli uomini (300.000 contro 90.000). La voglia di sport c’è, soprattutto dopo il Covid. Ora servono solo strutture per accoglierla».
«Dobbiamo smettere di fare dibattiti che non portano a nulla – conclude Gurnari – servono fatti, e subito».