Guerra nel Pd, Pellegrino attacca De Nisi: “Preferisce la carriera politica alle sorti della gente”

“Che l’ex presidente della Provincia di Vibo Valentia, De Nisi, avesse perso il lume della ragione già nel 2012, e che si fosse circondato di persone che non l’hanno mai avuto, era evidente da tempo ma che arrivasse agli sproloqui televisivi nessuno lo avrebbe mai potuto pensare. Che accusasse il segretario del suo stesso circolo sul tesseramento farlocco era pure prevedibile ma che addirittura s’inventasse ridicole congiure contro di lui per giustificare la sua incapacità politica ed amministrativa, arrivando a smentire anche se stesso, non era proprio lontanamente immaginabile”.
È quanto afferma l’ex consigliere provinciale di Vibo Valentia e componente della Direzione regionale e provinciale del Pd Giuseppe Pellegrino che aggiunge: “non si capisce più se mente sapendo di mentire oppure è diventato un bugiardo seriale, smentendo le sue stesse dichiarazioni. Da ex consigliere provinciale che ha tastato con mano le difficoltà dell’Ente e le giustificate ire dei dipendenti senza stipendio – continua Pellegrino – voglio ricordare che le difficoltà dell’Ente partono proprio con la sua gestione, come più volte dichiarato dallo stesso De Nisi. Già con lui presidente, i dipendenti della Provincia avevano difficoltà a ricevere regolarmente lo stipendio, basta guardare gli atti e le rassegne stampa di quel periodo per avere conferma. Come dichiarato, dallo stesso De Nisi al prefetto Di Bari, ‘la mancata approvazione del Bilancio 2012 avrebbe portato al dissesto’ causando quello che oggi è sotto gli occhi di tutti. La velleità, di allora, di De Nisi, di candidarsi alle elezioni politiche non lo fecero riflettere a desistere dal rassegnare le dimissioni, preferendo la carriera politica alle sorti di una provincia intera, facendola, così, precipitare l’ente nel baratro attuale. La smetta, quindi, di raccontare frottole alla gente perché non lo crede più nessuno e ritorni a fare l’ingegnere. Basta con questo accanimento – è la conclusione – lasci ad altri del suo eventuale gruppo e non della sua famiglia l’opportunità di fare politica”.

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