Guerra di ‘ndrangheta, 18 condanne nell’ambito dell’operazione “Tisifone”

Arriva ad un primo risvolto processuale l’intenso lavoro condotto dalla Squadra Mobile della Questura di Crotone, nell’ambito dell’operazione “Tisifone”, portato a termine nel dicembre del 2018.

Il Gup di Catanzaro Teresa Guerrieri, infatti, ha comminato 18 condanne, accogliendo le tesi della Dda di Catanzaro e assolvendo uno solo degli imputati che ha richiesto il rito abbreviato.

La locale Squadra Mobile ha dimostrato come le cosche isolitane si stessero riorganizzando, documentando anche diversi riti di affiliazione, per venire a capo di nuovi canali di approvvigionamento economico, dato che lo sgretolarsi della pax mafiosa del 2006 iniziava a lasciare spazio agli interessi contrapposti che avrebbero prevalso sulle pregresse pattuizioni.

L’attività investigativa ha fatto emergere i propositi del clan Nicoscia di Isola di Capo Rizzuto di compiere un agguato nei confronti dei rivali della cosca dei Capicchiano entro Natale.

La tempestività dell’intervento degli uomini della Polizia di Stato, coordinati dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro, ha infatti scongiurato una guerra di ‘ndrangheta che avrebbe visto scontrarsi da un lato i Capicchiano e dall’altro le famiglie avversarie degli Arena, Nicoscia, Manfredi e Gentile.

La conseguenza di questi attriti è stata un’escalation di violenza che ha visto entrambe le parti contrapposte in diverse occasioni ipotizzare e pianificare degli omicidi ai danni della fazione opposta sventati dall’intervento della Polizia. Infatti, proprio la pianificazione di questi gravissimi reati ha portato all’accelerazione dell’indagine con l’adozione di un provvedimento di fermo e al conseguente arresto nei confronti di 23 persone all’alba del 20 dicembre 2018.

Al riguardo, il questore di Crotone intende personalmente formulare i suoi ringraziamenti al personale della Squadra Mobile anche in virtù della professionalità ulteriormente dimostrata.

La fondatezza delle indagini e la pervicacia nell’affrontare tutte le problematiche connesse alle difficoltà operative ha portato a condanne abbastanza pesanti tenuto conto che si è trattato di un rito abbreviato con riduzione di un terzo delle pene.

Proprio la linearità delle investigazioni, svolte nel più classico dei modi sia con attività tecniche che con riscontri e con appostamenti, ha consentito di disarticolare pericolosi gruppi criminali operanti nel territorio della provincia di Crotone e ponendo una particolare attenzione alle attività nel settore delle slot machine.

Un particolare e personale ringraziamento il questore rivolge, poi, alla Procura Distrettuale Antimafia guidata dal dottor Nicola Gratteri e dai sostituti Paolo Sirleo e Domenico Guarascio, cui costantemente gli investigatori della Squadra Mobile si confrontano.

La capacità investigativa e la costante opera della Squadra Mobile è ulteriormente testimoniata dall’arresto eseguito qualche giorno fa con il sequestro di circa mezzo chilo di droga.

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