Guccione (PD) si domanda che fine abbiano fatto le indennità Covid per i lavoratori della sanità calabrese

"Ancora oggi la Regione non ha provveduto a far arrivare queste risorse"

“Sono migliaia -evidenzia il conigliere regionale del Partito Democratico, Carlo Guccione – i lavoratori del comparto del servizio sanitario della Regione Calabria che aspettano l’erogazione delle indennità Covid.

Nonostante l’accordo tra Regione e sindacati – Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – sia stato sottoscritto il 6 luglio, ancora nulla è stato fatto. Eppure, il governo nazionale con il DL 18/2020 ha disposto per l’anno in corso un incremento delle risorse destinate ai fondi contrattuali per le condizioni di lavoro della dirigenza medica e sanitaria dell’area della sanità e ai fondi contrattuali per le condizioni di lavoro e incarichi del personale del comparto sanità. Inoltre, con il DL 34/2020 ha disposto che queste risorse destinate a indennità Covid possano essere incrementate anche con fondi regionali. “L’accordo – ricorda l’esponente del PD – prevedeva 18 milioni di euro da destinare a tutti gli operatori della sanità calabrese per l’attività svolta durante l’emergenza Covid, senza distinzione di profilo professionale, qualifica o tipologia del rapporto di lavoro. Risorse distinte in base all’indice di rischio: 1.830,24 euro rischio alto, 883,57 euro rischio medio, 252,45 euro rischio basso. Ancora oggi la Regione non ha provveduto a far arrivare queste risorse a coloro i quali, in questi mesi e ancora oggi, sono impegnati in prima linea e continuano a lavorare senza sosta con grande sacrificio, impegno e dedizione. La Giunta regionale non può, in questa fase difficilissima in cui la Calabria è investita da una curva epidemiologica che mette a rischio non solo la tenuta del sistema sanitario calabrese ma anche la sua economia, limitarsi a fare solo annunci avendo le risorse disponibili e che non riesce a spendere sia per la sanità, sia per il sostegno all’economia calabrese”. “La grave e reale situazione che ci troviamo di fronte – secondo Guccione – potrebbe in qualche modo essere mitigata utilizzando già le risorse disponibili e non ancora utilizzate: in campo sanitario la Regione ha accumulato oltre due miliardi di euro per l’edilizia sanitaria, l’acquisto di tecnologie e il potenziamento della rete territoriale sanitaria. Dunque, ci si occupi di queste cose invece di portare in Consiglio regionale, ormai congedato e che rimane in carica, come ricorda anche la Corte Costituzionale, esclusivamente per questioni indifferibili e urgenti, provvedimenti atti a carpire solo la benevolenza degli elettori”.

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