“Siamo alla follia pura, siamo oberati da mille problemi e chi dovrebbe tutelare le istituzioni locali in un momento di grande marasma, accentua le problematiche con un’azione quasi di codardia”. È tranchant il sindaco di Capistrano Marco Martino nel commentare i provvedimenti relativi alla razionalizzazione delle guardie mediche. “Non è possibile gestire le carenze in particolar modo sanitarie in territori che soffrono la grave crisi dello spopolamento afferma il primo cittadino – attraverso un atto che viene emanato all’ultimo istante prima del fuggifuggi dai ruoli di vertice dell’Asp di Vibo Valentia. Un paradosso assurdo – aggiunge – se si considera che la gestione è stata per ben 18 mesi in capo ad una terna commissariale”. A suo parere, “non è possibile prendere decisioni che riguardano le comunità senza i rappresentanti del territorio democraticamente eletti. È uno schiaffo morale ma soprattutto contro la dignità ed il rispetto verso i doveri e gli obblighi che le istituzioni si trovano ad affrontare giornalmente”.
Per Martino, “il paradosso accade addirittura dove non si conoscono nemmeno i territori. Questo lascia presagire il modus operandi di gestione con cui vengono affrontate le problematiche in materia sanitaria e non solo all’interno di questo territorio provinciale. Non si conoscono i confini né tantomeno le problematiche, è un modello errato che esclude completamente la possibilità non solo di un confronto ma anche di un atto di coraggio che possa concretamente disegnare un nuovo assetto sanitario riguardante i presidi di guardia medica”. Martino rincara la dose e sentenzia che si tratta di “accorpamenti fatti a casaccio, di turnazioni di orari come se si trattasse di un negozio di generi alimentari, senza nemmeno comprendere il peggiorare delle situazioni attuali. Una situazione quasi di impazzimento che si evidenzia attraverso la brillante idea di personalità che giungono all’interno di questo porto di mare e fanno del territorio ciò che vogliono ovvero danni incalcolabili”.
Scendendo nello specifico del caso delle guardie mediche di Capistrano e San Nicola da Crissa “si sfiora l’assurdità e forse anche un po’ di vergogna”. “Due comunità – asserisce Martino – strette da un legame di grande amicizia e di numerosi parentati che stanno vivendo, però, in questo momento il dramma dell’isolamento. Oggi raggiungere le due comunità diventa un’impresa ardua ed un percorso che dura circa 30 minuti attraverso strade che sono mulattiere, contornate di fango”.
C’è poi spazio per un monito: “non staremo a guardare certamente e come Amministrazione comunale tuteleremo in tutte le sedi e in ogni luogo il diritto alla salute della cittadinanza, difendendo i presidi di guardia medica sino allo strenuo delle forze. Faremo ricorso al Tar affinché questa decisione folle e scellerata possa essere portata al vaglio dei giudici amministrativi che necessariamente dovranno approfondire tale situazione evitando una sciagura, l’ennesima, di territori che ormai viaggiano sul solco della devastazione”.