“La delibera n. 176 dell’8 aprile 2026 della Commissione straordinaria dell’Asp di Vibo Valentia rappresenta un atto grave, inaccettabile e politicamente irresponsabile, che colpisce duramente le comunità di Simbario, Spadola e Brognaturo, mettendo a rischio un servizio essenziale come la guardia medica”.
Levata di scudi da parte dei sindaci dei tre paesi delle Serre – Gennaro Crispo, Antonio Rosso e Rossana Tassone – che denunciano “con forza un metodo ormai intollerabile: decisioni assunte senza confronto, senza trasparenza e in totale spregio delle istituzioni locali”. A loro avviso “è un atteggiamento arrogante che mortifica il ruolo dei sindaci e ignora deliberatamente le reali esigenze dei cittadini di intere comunità”, ma “ancora più grave è la clamorosa contraddizione con quanto dichiarato dalla stessa Commissione straordinaria durante la Conferenza dei sindaci del 22 gennaio 2026, richiamata nella delibera stessa. In quella sede – ricordano – era stata formalmente garantita la non chiusura della postazione di guardia medica. Oggi, con questo provvedimento, si consuma un vero e proprio tradimento istituzionale nei confronti dei territori coinvolti”.
Secondo i primi cittadini, “la delibera appare palesemente contraddittoria anche nel suo contenuto interno” poiché “in un primo passaggio si afferma chiaramente che ‘non si ritiene di dover procedere ad alcuna riduzione o soppressione’ dei servizi, salvo poi, nella parte dispositiva, stabilire esattamente il contrario”. Si tratta di “una incoerenza evidente che solleva seri interrogativi sulla legittimità e sulla trasparenza dell’atto amministrativo”.
Per Crispo, Rosso e Tassone “non siamo più di fronte a una semplice scelta discutibile, ma a un provvedimento incoerente, opaco e potenzialmente viziato, che rischia di produrre effetti gravissimi su territori già fragili dal punto di vista sanitario. Simbario, Spadola e Brognaturo non possono essere trattati come realtà marginali o sacrificabili”.
Di fronte a tutto questo, i sindaci promettono di “non restare in silenzio” e di “attivare “immediatamente ogni strumento istituzionale e legale a nostra disposizione: dalla richiesta formale di annullamento della delibera, fino al ricorso nelle sedi amministrative competenti, senza escludere la segnalazione agli organi di controllo per le evidenti criticità del provvedimento”.
Sarà inoltre chiesto l’intervento della Regione Calabria affinché “venga fatta piena luce su una decisione che presenta profili di estrema gravità sotto il piano politico e amministrativo”.
“Non permetteremo – concludono – che venga smantellato un presidio fondamentale come la guardia medica, né che vengano calpestati i diritti dei cittadini di Simbario, Spadola e Brognaturo. Se necessario, porteremo questa battaglia in ogni sede, istituzionale, amministrativa e pubblica. Senza alcun passo indietro”.