Gli alunni dell’Istituto Comprensivo di Vallelonga vanno a scuola di legalità: incontro online con il giudice Di Bella

Giornata all’insegna dell’educazione alla legalità presso l’Istituto Comprensivo di Vallelonga. Gli alunni della scuola secondaria dei plessi di Vazzano e di Pizzoni hanno partecipato, infatti, nella giornata di venerdì ad un importante incontro online, alla presenza del giudice Roberto Di Bella, presidente del Tribunale per i Minorenni di Catania e già presidente del Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria. 

All’incontro, organizzato nell’ambito del “Progetto BIESSE. Giustizia e umanità – Liberi di scegliere”, – insieme all’Istituto guidato dalla Dirigente Eleonora Rombolà – erano presenti anche gli alunni dell’Istituto Comprensivo “Pascoli-Alvaro” di Siderno e gli studenti dell’ITE “Grimaldi-Pacioli” di Catanzaro.  

A moderare l’appuntamento Bruna Siviglia, presidente nazionale e fondatrice dell’associazione culturale BIESSE. 

Per venticinque anni, il giudice Di Bella si è occupato dei minori calabresi, spesso coinvolti in reati di ’ndrangheta e ha dato impulso al progetto “Liberi di Scegliere” che oggi è diventato un protocollo governativo e ha permesso a molti ragazzi e alle loro famiglie di sperimentare nuovi orizzonti di vita. La sua attività ha ispirato il film “Liberi di scegliere” prodotto da Rai Fiction e Bibi Film tv.

L’incontro di venerdì si inserisce in un progetto formativo più ampio che ha portato gli alunni alla visione del film “Liberi di scegliere” e all’approfondimento dell’omonimo libro scritto dal giudice Di Bella, attraverso i quali è stata presentata – parafrasando il titolo della pubblicazione – la “battaglia di un giudice minorile per liberare i ragazzi della ‘ndrangheta”. “Liberi di scegliere” è, infatti, anche il progetto nato con l’obiettivo di aiutare i giovani che vivono in contesti di criminalità organizzata di stampo mafioso ad affrancarsi da tali logiche. Ma, al contempo, si è rivelato una grande opportunità anche per quegli adulti, in particolare donne e madri, che si sono ritrovati in una situazione familiare e relazionale mafiosa contro la loro volontà.  

Tante le domande rivolte dagli alunni al giudice Roberto di Bella e alla presidente Bruna Siviglia. 

Un momento davvero importante, dunque, proprio perché l’educazione alla democrazia e alla legalità rende gli studenti protagonisti e capaci di esercitare i propri diritti-doveri di cittadinanza.

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