Giovane migrante morto nella baraccopoli di San Ferdinando, la Cgil indica “precise responsabilità politiche e istituzionali”

"Non siamo più disposti ad attendere oltre soluzioni che tardano ad arrivare"

“Ancora una morte a San Ferdinando.

Una morte annunciata, quella del giovane venticinquenne Aldo Diallo, che non ha trovato scampo dalle fiamme divampate ieri notte nella baraccopoli, quel girone infernale in cui – lamentano Angelo Sposato e Bruno Costa, rispettivamente Segretario generale della Cgil Calabria e Segretario generale della Flai Cgil Calabria – sono costretti a vivere in condizioni disumane centinaia di extracomunitari. Siamo stati attaccati per mesi perché denunciavamo la violazione dei diritti umani e perché chiedevamo una sistemazione provvisoria, ma sicura, per metterli al riparo dalla morte. Ma siamo rimasti inascoltati. Però lo abbiamo detto a gran voce e lo ripetiamo: questa ennesima tragedia, la terza in un anno, pesa come un macigno sulla coscienza di tutti noi. E soprattutto, questa morte, come le altre, ha precise responsabilità, politiche e istituzionali. Come sempre, questa notte sul posto era presente la Flai-Cgil”. “Come Cgil Calabria – tuonano i due dirigenti sindacali – non siamo più disposti ad attendere oltre soluzioni che tardano ad arrivare. Per questo motivo, annunciamo sin da ora che organizzeremo una manifestazione di protesta, per stare al fianco dei migranti e denunciare ancora una volta in quali condizioni non degne di un Paese civile sono costretti a vivere queste donne e questi uomini. Lunedì pomeriggio, dunque, la Cgil e Flai nazionali, regionali e territoriali terranno una conferenza stampa a Gioia Tauro. Questo pomeriggio, nel frattempo, abbiamo organizzato una fiaccolata di solidarietà che si svolgerà alle 17, presso la tendopoli, a cui parteciperà anche il segretario nazionale della Flai-Cgil Giovanni Mininni”.

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