Giovane ferito alle gambe con un colpo di pistola: la ricostruzione dei fatti

In data odierna il Giudice per le indagini preliminari, su richiesta della Procura della Repubblica di Reggio Calabria diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, ha convalidato l’arresto eseguito in flagranza di reato dai poliziotti della Squadra Mobile e dell’Upgsp della Questura nei confronti di un 30enne ritenuto responsabile di detenzione e porto illegale di arma comune da sparo e lesioni personali aggravate ai danni di un giovane, poco più che ventenne, nei confronti del quale il giovane, nel pomeriggio del 5 marzo, sulla via Nazionale di Gallico, avrebbe esploso un colpo di pistola ferendolo alla gamba destra.

Al momento del fatto, il giovane e alcuni suoi familiari stavano percorrendo la via Nazionale di Gallico verso Archi a bordo di una utilitaria. All’altezza di passo Caracciolo venivano affiancati da un furgone dal quale sarebbe sceso il 30enne per aggredire lo zio del ragazzo ferito perché era intervenuto per difendere il parente.

Scattato l’allarme, le Volanti della Questura si sono poste alla ricerca del responsabile sul territorio della zona nord della città, che è stato controllato capillarmente anche con l’impiego di un elicottero del V° Reparto Volo della Polizia di Stato.

Dopo alcune ore, il 30enne è rientrato presso la sua abitazione dove è stato bloccato dagli agenti della Squadra Mobile e delle Volanti operanti in sinergia con i colleghi impegnati nelle ricerche.

Durante leattività finalizzate al rintraccio dell’aggressore, un investigatore della Squadra Mobile, supportato da un equipaggio delle Volanti in servizio a bordo di moto, ha disarmato in una via di Archi un parente della vittima che aveva in animo di farsi giustizia da sé con un grosso coltello per vendicare il torto subìto dal familiare. Condotto in Questura, per gli accertamenti di rito, l’uomo è stato successivamente denunciato alla Autorità giudiziaria per porto illegale in luogo pubblico di arma da taglio.

La complessa dinamica dell’azione delittuosa è stata ricostruita dagli investigatori della Squadra Mobile mediante una meticolosa attività di acquisizione di informazioni dalle persone in grado di riferire circostanze utili, nonché attraverso l’analisi delle immagini riprese dagli impianti di videosorveglianza privata presenti nelle aree circostanti al luogo del delitto. 

Nel corso delle articolate attività di indagine – costantemente coordinate dal procuratore vicario Gerardo Dominijanni e dal sostituto procuratore Vittorio Fava – è emerso che il 30enne aveva sempre avversato il rapporto di relazione che una sua congiunta aveva iniziato da un paio di mesi con uno zio del soggetto ferito. Il ferimento del ventenne rappresenta l’epilogo di un crescendo di atti intimidatori e di minacce volte a far cessare detto rapporto di coppia. In  sede di convalida dell’arresto, il Gip presso il Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto nei confronti del 30enne la misura cautelare della custodia in carcere. 

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