Giuseppe e Giovanni Lo Moro, cittadini capistranesi uccisi dalla ‘ndrangheta durante l’agguato dell’8 febbraio 1985 mentre percorrevano la strada verso Filadelfia. Giuseppe, dirigente didattico ed il figlio Giovanni, studente diciannovenne del Liceo scientifico, furono barbaramente trucidati con colpi di arma da fuoco. Dietro l’omicidio, la presenza ingombrante della ‘ndrangheta.
“Uno strazio – sostiene il sindaco Marco Martino – che ancora risuona all’interno delle nostre menti, un rumore assordante ma troppo silente per un fatto del genere che resta ancora irrisolto, proprio come descritto all’interno del libro ‘Forte come il dolore’ redatto dal magistrato ed ex deputata della Repubblica, Doris Lo Moro, figlia e sorella delle vittime”. Il primo cittadino è convinto che “sia essenziale ricordare questo tragico evento rendendolo simbolo di legalità, di insegnamento verso i valori dell’ onestà, valori imprescindibili da cui creare le basi per una educazione davvero costruttiva ed esemplare”. A suo avviso, “la capacità di riuscire a creare un modello che ripudi ogni forma di criminalità deve essere tra i principali obiettivi delle famiglie, delle istituzioni governative e scolastiche. Pertanto – spiega – come Amministrazione comunale abbiamo pensato di dare ancora una volta un segnale chiaro e nitido. Una commemorazione di ricordo, di gratitudine verso la famiglia Lo Moro e di educazione verso i nostri bambini, una educazione che deve anteporre la legalità ed il valori dell’onestà a tutto”. Martino rileva che “non vi sono presenti ancora oggi luoghi o infrastrutture che possano ricordare con grande fierezza l’enorme sacrificio del signor Giuseppe e del giovane Giovanni all’interno della nostra comunità ed è un vero peccato. La battaglia contro la criminalità organizzata diventa punto essenziale di congiunzione per vivere liberi da un cappio al collo. I presidi di legalità diventano preminenti, pertanto organizzare un evento che possa crearne altrettanti, diventa obiettivo primario della nostra Amministrazione”. “Nelle prossime settimane – conclude – per avvalorare tutto ciò, lavoreremo all’organizzazione di un evento che possa restare impresso nelle memorie di tutti noi, nelle memorie di chi combattendo la malvagità criminale, ha smesso di vivere ma non di essere un incolmabile presente e futuro insegnamento”.