Giallo ex Lsu/Lpu: arrivano i soldi, ma i lavoratori non sono in servizio. Il CASO di Dasà

Si è creata una situazione davvero strana in relazione agli ex Lsu/Lpu non più in servizio presso i Comuni che non hanno proceduto con la proroga dei contratti. Emblematica è la situazione di Dasà (ma i Comuni coinvolti sono 16 per un importo totale di 142.714,44 euro), dove, secondo quanto riportato nell’apposita delibera di Giunta comunale, è arrivato “il sorprendente Decreto dirigenziale n. 2549 del 27/03/2018 pervenuto dalla Regione Calabria – Dipartimento Lavoro, Formazione professionale e Politiche sociali con il quale viene liquidata a favore del Comune la somma di 13.923,36 euro con specifica destinazione e devoluzione, quale sussidio, a favore degli 8 ex lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità, non contrattualizzati, per l’intero primo trimestre 2018”. Si tratta quindi di un “importo mensile di 580,14 euro e per tre mensilità a favore di ciascun lavoratore”.
Piccolo particolare: i soldi sono arrivati, ma i lavoratori non ci sono più semplicemente perché, come è noto, non è stato dato seguito alla proroga del contratto. E allora i componenti dell’Esecutivo si sono trovati in difficoltà e nella delibera n. 25/2018 hanno messo nero su bianco che “il Comune di Dasà agisce solo ed esclusivamente in nome e per conto della Regione Calabria (mandatario con rappresentanza della Regione Calabria), non sussistendo alcun diretto rapporto di lavoro o di servizio con gli ex lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità”.
Tradotto: il Comune “gira” i soldi, ma non si prende nessuna responsabilità per l’operato della Regione che non viene affatto compreso, anche perché il sindaco Raffaelle Scaturchio aspetta ancora la risposta ufficiale e non politica del Dipartimento Lavoro rispetto alle proprie domande poste a fine 2017, quando si creò il caos sul rinnovo contrattuale.
Ma il primo cittadino è chiaro sul futuro: “è l’ultima volta – sostiene – che procediamo così, la prossima non trasferirò i pagamenti perché il rapporto di lavoro è terminato. Ho agito in tal senso, non restituendo i soldi alla Regione, per motivi di ordine sociale e per non creare problemi a lavoratori che sono da 4 mesi senza stipendio. Ma la Regione deve essere corretta e fornire quelle risposte che aspettiamo dal 27 dicembre”.

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