Gestione dell’emergenza sanitaria in Calabria: Luigi Tassone presenta un’interrogazione

“La prima seduta del Consiglio regionale si svolgerà in un momento importante per la nostra Regione e per l’Italia intera. In questa prospettiva credo sia utile mettere nero su bianco alcune considerazioni che meritano di essere approfondite in quella sede”. Questa premessa traduce l’annuncio del consigliere regionale Luigi Tassone di una interrogazione concernente la gestione dell’emergenza derivante dalla diffusione del Coronavirus in Calabria.

“Tra la fine di febbraio e la prima decade di marzo – rileva Tassone – abbiamo assistito alla diffusione esponenziale di Covid-19. Nell’arco di poche settimane il numero di casi fuori dalla Cina è aumentato di ben tredici volte. Il Governo ha iniziato progressivamente ad adottare una serie di atti finalizzati a portare il sistema sanitario nella condizione di gestire lo stato d’emergenza, tramite misure di contenimento, acquisizione di strumentazione, potenziamento della capacità di terapia intensiva, ecc.

Contestualmente anche la Calabria sta vivendo i suoi momenti difficili, con i numeri dell’infezione in crescita ora dopo ora e un non meglio definito stato di organizzazione”.

L’esponente del Pd sostiene che “dall’istituzione dell’Unità di Crisi e della Task Force per affrontare l’emergenza sono passate ormai settimane. Fermo restando i protocolli, le direttive e le misure adottate dal Governo, al netto delle ordinanze e dei bollettini medici, in che modo è organizzata la Regione Calabria?

Le restrizioni adottate poche ore fa dalla Regione e poi dal Governo per contenere i flussi straordinari non saranno risolutive. Certo potranno impedire l’ulteriore crescita della curva del contagio, ma non è abbastanza. Il mese scorso abbiamo assistito a tre grandi ondate di rientro, che avrebbero meritato allora un controllo maggiore rispetto alla semplice autodenuncia.

Il momento delle dichiarazioni sulla stampa sta terminando, insieme ai tempi utili per rendere operativa una struttura tale da gestire l’eventuale aggravarsi del quadro. Adesso la priorità è mettere medici e infermieri nelle condizioni di poter lavorare in sicurezza. Questo è il messaggio che proviene da più parti del territorio, da ordini professionali, amministratori e personale sanitario”.

Da qui partono diversi interrogativi: “quali sono le iniziative intraprese dalla Regione? Che tipo di lavoro si sta portando avanti con le ASP e con quali obiettivi? Che forme di collaborazione sono state costruite con i soggetti privati? La Regione sta investendo risorse proprie per sopperire o integrare la carenza di dispositivi di protezione individuale?

Dai dati della Protezione Civile calabrese si evidenzia che il numero crescendo dei contagi nasca proprio dai contatti con i membri dello stesso nucleo familiare. Rimane primaria l’adozione di una strategia di prevenzione adeguata, in grado di tracciare e bloccare la diffusione dell’agente infettivo e, allo stesso tempo, utile per compensare e ridurre i costi derivanti dall’ospedalizzazione.

Si è valutata la possibilità di un utilizzo più esteso dei tamponi o l’esecuzione di test siero-immunologici per il personale sanitario e per campioni di popolazione? È stata valutata l’ipotesi di un piano per consentire il corretto isolamento dei pazienti asintomatici o con sintomi lievi e per il personale sanitario?”.

Asserito che “è possibile bloccare la catena del contagio, facendo ricorso al buon senso e ad azioni concrete” e che “occorre fare un ulteriore sforzo, prima che si arrivi fuori tempo massimo” Tassone espone l’intenzione di presentare “in Consiglio un’apposita interrogazione per ottenere dal presidente della Giunta le risposte che i calabresi chiedono. L’informazione – conclude – è fondamentale ed è doveroso mettere a conoscenza le istituzioni e l’opinione pubblica sulle scelte che si stanno compiendo”.

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