Furti di vetture e mezzi di lavoro, smantellata una rete criminale operante fra il Vibonese e il Reggino

Nella nottata odierna personale della Sezione di Polizia stradale di Vibo Valentia coordinati dal dirigente Pasquale Ciocca, unitamente ad operatori del Compartimento Polizia Stradale di Catanzaro e delle Sottosezioni autostradali di Lamezia Terme e Palmi, con l’ausilio degli addetti della Polizia scientifica della locale Questura, ha dato esecuzione a 9 provvedimenti restrittivi della libertà personale per altrettanti soggetti ritenuti responsabili di associazione a delinquere volta alla perpetrazione di furti di mezzi d’opera per il successivo riciclaggio.

Le ordinanze di carcerazione hanno riguardato un 43enne domiciliato a Nicotera Marina, un 56enne di Melicucco, un 47enne residente a Rosarno; agli arresti domiciliari presso la propria abitazione sono stati posti un 39enne domiciliato a Rosarno, un 40enne residente a Rombiolo, un 55enne originario di San Calogero ma residente nel bresciano e un 48enne nativo di Taurianova ma domiciliato a Cinisello Balsamo; infine è stato notificato il provvedimento di obbligo di dimora presso la propria residenza ad un 51enne di Rombiolo e un 46enne domiciliato a Laureana di Borrello.
L’operazione di polizia giudiziaria incardinatosi nella competenza territoriale della Procura di Palmi guidata dal procuratore capo Ottavio Sferlazza, ha preso avvio da un furto di un escavatore marca Caterpillar perpetrato all’interno di un cantiere autostradale, sito al km 370 sud dell’autostrada A2 del Mediterraneo, nel marzo 2016.
Le successive attività d’indagine avviate dalla Squadra di Polizia Giudiziaria della Sezione di Vibo Valentia con la visione di filmati impressi da telecamere presenti in zona, ha consentito di ricollegare al furto un’autovettura nella disponibilità di uno dei promotori del gruppo criminale.
Successive indagini infoinvestigative, hanno consentito l’individuazione di un gruppo di soggetti che, a vario titolo e con ruoli differenti, erano abitualmente dediti ai furti di escavatori, Bobcat e pale meccaniche, sia all’interno di cantieri che di private dimore, per poi taroccarli nei dati identificativi, falsificandone i documenti.
Il raggio d’azione dell’organizzazione criminale partiva dal litorale tirrenico vibonese, per poi estendersi nella Piana di Gioia Tauro ed arrivare fino al nord Italia nel circondario di Brescia e Milano.
Dai riscontri effettuati sul campo durante l’indagine durata circa 6 mesi, sono stati sequestrati in tre diverse circostanze ben 9 mezzi d’opera, il cui valore si aggira sul milione di euro, restituiti poi ai legittimi proprietari.
A conferma delle potenzialità criminali dell’associazione, uno di questi ritrovamenti ha avuto ad oggetto 4 mezzi di cantiere stipati all’interno di un autoarticolato fermato in autostrada nel Vibonese e partito da Brescia, la cui destinazione era il rosarnese ove i mezzi sarebbero stati taroccati.
L’abilità delinquenziale dell’organizzazione si evinceva anche dalla spregiudicatezza sull’utilizzo dei moderni social sulle vendite on line, ove i veicoli venivano raffigurati e descritti, per poi ingenerare un giro vorticoso di contatti, anche internazionali.
Decisivi sono stati inoltre i riscontri bancari sui pagamenti dei veicoli taroccati ad opera di ignari acquirenti, effettuati perlopiù con assegni e bonifici ricollegabili all’organizzazione.

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