Fuoriuscita di migliaia di litri d’acqua a Condera, Morisani (AmaReggio) inchioda Falcomatà e accoliti alle loro responsabilità

“A Condera, periferia da sempre sofferente per carenza idrica, la strada è collassata, una voragine pericolosissima da cui fuoriescono migliaia di litri di acqua; tutto fa pensare – racconta con preoccupazione Pasquale Morisani, presidente di Stanza101#Amareggio – una copiosa perdita della rete idrica che nel tempo ha scavato creando una via sotterranea che ha determinato anche il cedimento del manto stradale. Naturalmente la colpa è, come in ogni disfunzione degli ultimi sei anni, di altri; nel settore idrico c è sempre Sorical chiamata in causa che, non essendo un ente ‘politico’, entra raramente nel merito delle tante notizie messe in circolazione.

Ma il dato è evidente e lo diciamo da anni: manca l’acqua nelle case anche perché una altissima percentuale si perde nel sottosuolo per falle nelle reti che sono comunali”. “Se questa è la situazione – riflette il massimo esponente del Movimento civico di azione politica – si spiega chiaramente perché a nulla sia valsa l’attivazione della diga sul Menta, opera che avrebbe dovuto compensare il fabbisogno in termini quantitativi di acqua per la città. L’incapacità, se non l’assenza, gestionale di questi anni ha determinato una situazione fuori controllo; senza un piano di manutenzione delle reti e degli impianti idrici e con la chiusura del telecontrollo, il danno è continuo e l’acqua non arriva ai reggini che, nonostante la penuria, devono pagare le bollette più esose d’Italia. Aperta la diga, le falle nelle reti sono aumentate determinando invece di un vantaggio un danno per i reggini. Chi pagherà per tutto questo? Un danno per il quale i cittadini devono fare i conti con la mancanza di acqua ed il Comune con i danni alle reti idriche e stradali. La verità, pura e semplice, è che manca il sistema di controllo e gestione dei servizi sul territorio, mancano le manutenzioni programmate, manca una visione strutturata e strategica nel settore idrico integrato e cosi abbiamo fogne che scaricano a mare e acqua potabile nel sottosuolo. Eppure, proprio a Condera, nei giorni scorsi si stava consumando l’ennesima discutibile attività del Comune con il taglio di un’intera pineta in barba ad una serie di norme di tutela ambientale e centinaia di migliaia di euro buttati al vento mentre la periferia è in completo stato di abbandono. Un segno del destino, forse, quello odierno dove, nei pressi dello scempio consumato su decine di alberi, la strada è crollata aprendo una voragine che erutta acqua pubblica. Una fotografia della città invasa dai rifiuti ed inondata dai problemi quotidiani, che immortala l’incapacità di un comune che andrebbe rottamato politicamente, al netto dei brogli, per incapacità amministrativa. “Quello delle manutenzioni e del settore idrico – osserva l’ex assessore ai Lavori Pubblici – non è un corollario nel panorama di un sistema urbano, bensì rappresenta un nodo centrale da considerare come prioritario. Perché non funzionano le manutenzioni, perché il telecontrollo è stato chiuso, perché si sono sprecati anni per i nuovi allacci alla rete idrica, perché non vi è un tavolo concertato con Sorical. Bisogna mettere in campo un piano straordinario per il settore idrico integrato, altro che annunci e proclami, e strutturare un’azione tecnica e politica che dia priorità assoluta nella gestione delle risorse superando la dimensione dell’improvvisazione e dell’emergenza. In altre città il sistema idrico integrato genera vivibilità, utilità collettiva ed anche profitti; urge un piano strategico articolato e sostenibile, a Reggio neppure se ne è discusso in questi anni. A fronte delle sceneggiate che si consumano in Giunta con affidamenti e incarichi in ombra e nei rari Consigli comunali, purtroppo è ormai evidente – prende atto Pasquale Morisani – che manca una classe dirigente e che Reggio è distrutta, continuando a franare come la strada di Condera. Se così non è, sindaco e accoliti, lo spieghino in pubblico dibattito aperto alla città”.

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