Fratelli d’Italia annacqua la sua storia e la Calabria ne è la fedele riprova

Il partito di Giorgia Meloni sta imbarcando transfughi di ogni specie

Un PdL in formato bonsai, peggio, Forza Italia in versione liofilizzata: è quello che rischia di diventare Fratelli d’Italia, un polpettone reso indigesto dai troppi ingredienti, slegati tra loro, che la chef Giorgia Meloni si sta accingendo ad offrire ad una platea di elettori indistinta e disomogenea.

Questo è l’orizzonte che appare se si guarda dalla Calabria alle faccende interne al partito della Fiamma, invero poco ardente. Porte aperte a (quasi) tutti, senza che all’ingresso ci sia qualcuno che, lista dei valori e dei principi alla mano, faccia selezione all’entrata. A livello nazionale, se da un lato ci si prepara, dopo le elezioni Europee, a formalizzare l’intesa con Raffaele Fitto, democristiano per antonomasia che porta in dote “Direzione Italia”, contemporaneamente si saluta l’avvento di Francesco Storace, il campione per eccellenza della Destra Sociale e, per non farsi mancare niente, si attiva un dialogo con CasaPound. Un patchwok incasinato, sprovvisto di un piano preciso che non sia quello di arraffare tutti e tutto, rivoluzionando la strategia rispetto al passato quando a coloro che poi fondarono il Movimento Nazionale per la Sovranità, da Giuseppe Scopelliti a Gianni Alemanno, fu sbarrato il transito affinché non varcassero la soglia del partitino ad immagine e somiglianza della sua leader. Ora, evidentemente, il quadro si presenta con colori completamente diversi e la Calabria ne rappresenta una fedele testimonianza. Basti pensare ad Alessandro Nicolò, sin dalla fondazione colonna portante di Forza Italia e transitato armi e bagagli in FdI in seguito alla bruciante delusione patita per la mancata candidatura alle elezioni Politiche dello scorso 4 marzo. A rendere il tutto ancor più singolare è che chi arriva da posizioni centriste per trovare rifugio in Fratelli d’Italia si accomoda immediatamente sul divano più comodo della casa: pronti via, infatti, Nicolò è stato nominato Commissario provinciale a Reggio Calabria dove a ricoprire l’analoga carica a livello cittadino è un altro ex di Forza Italia, Massimo Ripepi. Osservando l’esodo in fase di concretizzazione in questa fase, loro non sono stati altro che degli apripista: è di questa settimana l’ufficializzazione dello sbarco, direttamente dalla zattera in tempesta del centrosinistra residente a Palazzo Campanella, dei consiglieri regionali di “Moderati per la Calabria” sotto l’ala protettiva della fittiana “Direzione per l’Italia”, come detto prossima alla fusione con i meloniani. Ed altri si preannunciano sull’uscio. Resta da capire cosa pensino di questa transumanza che sta, letteralmente, cambiando la pelle di Fratelli d’Italia i tanti simpatizzanti, militanti e dirigenti locali che hanno una solida e coerente storia di destra. Gente di valore che sul territorio si spende da anni per portare avanti le tradizionali battaglie di una parte politica indisponibile al compromesso al ribasso e, da sempre, su posizioni distinte e distanti dal cerchiobottismo. Qual è, per esempio, il giudizio di Wanda Ferro, tanto per citare l’esponente calabrese di maggior spicco di FdI, su questa metamorfosi che sta interessando il suo partito? Certamente, alla luce della totale disparità di percentuali di voto, non ci si può trincerare dietro l’alibi che, in fondo, anche il PdL aveva provato ad unire le esperienze di Forza Italia ed Alleanza Nazionale. Era tutta un’altra epoca ed imperava un leader indiscusso come Silvio Berlusconi: riproporre un contenitore dalla medesima forma, ma di un ordine di grandezza infinitamente più piccolo, sarebbe caricaturale, soprattutto se la visione politica che ne è alla base risulta, ad oggi, in preda alla confusione più totale. Provare a costruire una casa per gli orfani di Forza Italia, peraltro ancora viva sebbene pesantemente ammaccata, ed i transfughi da altri lidi di centrosinistra, implicherebbe una radicale sterzata della propria base ideale. Uno sforzo, quello di offrire riparo ai valori di un centrodestra liberale e conservatore, che non sembra Fratelli d’Italia sia intenzionato a compiere e l’approccio al tema dell’immigrazione, in cui la sola fatica è quella di inseguire malamente il populismo di Matteo Salvini, ne è la più fedele riprova.

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