Una frana verificatisi sulla strada provinciale n. 43 Brognaturo – Acqua del Sorcio ha reso ancor più difficili i collegamenti fra il piccolo centro delle Serre e l’area jonica catanzarese. La strada era stata oggetto, nelle scorse settimane, di un’ordinanza del sindaco Cosmo Tassone che aveva intimato al presidente della Provincia Andrea Niglia di “provvedere all’esecuzione di ogni intervento utile a rendere la strada percorribile in sicurezza nel più breve tempo possibile e comunque entro e non oltre la data del 30 novembre 2017”. Tassone aveva inoltre invitato i sindaci di Guardavalle, Santa Caterina dello Jonio, Badolato, Sant’Andrea Apostolo e San Sostene a “voler adoperarsi in merito anche attraverso la convocazione di apposita conferenza dei servizi per l’eliminazione del pericolo di pubblica incolumità agli automezzi che percorrono la strada” avvertendo che “trascorso infruttuosamente il termine perentorio senza che la Provincia ottemperi a quanto ordinato” si provvederà “d’ufficio ad eliminare il pericolo di pubblica incolumità agli automezzi addebitando le spese comunque sostenute alla Provincia di Vibo Valentia, proprietaria della strada”.
L’evento franoso si è registrato proprio alla vigilia del Consiglio comunale aperto di Simbario e Brognaturo convocato per discutere della “Petizione di iniziativa popolare per riportare i Comuni dell’area delle Serre sotto la circoscrizione della Provincia di Catanzaro mediante l’utilizzo degli strumenti garantiti dall’articolo 133 della Costituzione e dall’ordinamento giuridico nazionale” e per prendere atto delle “firme raccolte in conformità agli Statuti da sottoporre all’approvazione dei Consigli comunali”, oltre che dell’Assemblea dei sindaci nella quale si parlerà anche del problema della viabilità e nella quale sarà lanciata un’idea particolare.
I nuovi disagi, secondo ambienti vicini all’Amministrazione comunale di Brognaturo, starebbero infatti spingendo il sindaco Cosmo Tassone a valutare la possibilità di requisire la strada. L’eventuale concretizzazione di questa ipotesi genererebbe uno scontro istituzionale destinato ad avere conseguenze non secondarie.



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