Fogna a cielo aperto a Bivona. Russo interroga l’amministrazione

Il consigliere comunale Giuseppe Russo, in forza alla compagine di minoranza del Partito Democratico, ha presentato un’interrogazione con la quale chiede al sindaco della città capoluogo Maria Limardo e all’assessore ai Lavori pubblici Giovanni Russo delucidazioni riguardo l’emergenza ambientale che la frazione di Bivona si trova a vivere dai mesi estivi.

“Nei mesi di luglio e agosto a causa di perturbazioni meteorologiche si sono verificate fuoriuscite di liquami fognari dalle caditoie destinate alla ricezione delle acqua bianche inondando strade, aree pubbliche e abitazioni civili provocando danni ingenti ai terreni coltivati nonché gravi rischi per la salute. Dopo l’ultima inondazione di liquami verificatasi il 23 agosto, non è stata predisposta nemmeno una adeguata pulizia dei luoghi su cui insiste, su bordo strada, una fanghiglia di reflui fognari essicatasi successivamente per le alte temperature conseguite, creando disagi a causa degli odori nauseabondi”: con queste parole lo stesso consigliere Russo argomenta la sua decisione, chiarendo di aver richiesto una risposta scritta che posso chiarire a tutta la cittadinanza l’effettivo impegno dell’amministrazione nella risoluzione di una situazione che va protraendosi da mesi. “Purtroppo l’incalzare della stagione fredda non migliorerà la situazione – continua Russo – non solo per le condizioni climatiche non ottimali, ma soprattutto perché persiste un problema alla base dell’emergenza che riguarda un mancato adeguamento della rete fognaria, nella quale confluiscono insieme sia acque bianche che acque reflue impedendo di fatto la lavorazione di queste ultime negli impianti di depurazione”. Dopo la questione sollevata dallo stesso consigliere Pd questa estate, si verificò uno scarico di responsabilità tra Comune di Vibo Valentia e Corap che, a quanto pare, si sarebbe espressa estranea all’accaduto, di fatto citando il Comune come unico ente responsabile e tenuto all’adeguamento della rete fognaria e all’attività depurativa dell’impianto di Porto Salvo.

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