FOCUS ELEZIONI / Sempre soli con i nostri problemi, adesso non portateci chi vuole rubarci voto e dignità

Siamo stati soli – noi cittadini – quando le nostre strade si sgretolavano sotto i colpi di ribellione della natura o semplicemente per effetto della mancanza di manutenzione.

Siamo stati solo quando i Reparti dei nostri ospedali chiudevano uno dietro l’altro, il personale medico e paramedico si assottigliava, le strutture fisiche divenivano sempre più inadeguate ed insicure.

Siamo stati soli quando i servizi venivano ridimensionati o cancellati con la giustificazione di risparmi di spesa.

Siamo stati soli quando i nostri padri o i nostri figli erano costretti ad abbandonare questa terra ed i propri affetti per cercare un lavoro capace di restituire dignità e speranza alla famiglia.

E ora, dopo tanta solitudine, vorremmo non essere disturbati da chi, con l’approssimarsi delle elezioni europee prima e regionali dopo, pensa di arrivare nelle nostre piazze con camper e bandiere (per non dire nelle nostre case) per strapparci, per l’ennesima volta, quell’atto di libertà che si concretizza nel voto.

Nessuno si presti a questa commedia che è andata avanti per decenni, nessuno sia fiancheggiatore: non portateci signori in doppiopetto che puntano a strapparci il consenso salvo poi scappare nelle sale ben retribuite dei palazzi di Bruxelles.

Non accompagnate controfigure e maschere che le nostre vie non le hanno mai viste e non le rivedranno più. Non siate schiavi di partiti, sigle, schemi e ordini di scuderia. 

Perché, ormai, qui di scuderia ne conosciamo solo una ed è la nostra comunità. Un insieme di persone, una collettività, purtroppo, lacerata da invidie e guerre fra poveri, perché così si è fatta ridurre (anche con nostri errori e colpevoli complicità) da un potere marcio che illude e poi abbandona. Una comunità che, se superasse questa fase di cieco rancore incanalando le risorse in progetti condivisi e costruttivi, potrebbe ancora rilanciare le aspettative di ricostruzione etica e morale, prima ancora che sociale ed economica.

Il tentativo potrebbe essere quello di cercare di risollevarsi partendo dal basso, privilegiando i nostri prodotti, i nostri luoghi, la nostra storia. Consumiamo qui ciò che esce dalle nostre aziende, riscopriamo le nostre bellezze, collaboriamo con le nostre Istituzioni: la fiducia non è una garanzia dello sviluppo, ma è comunque una precondizione.

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