Fisiologia dell’inciucio, Serra e la fiera della politica

*di Bruno Vellone – L’inciucio! Questo curioso essere bifronte, aleggia come uno spettro nei sogni dei politici defenestrati di ogni rango e destabilizza maggioranze ed opposizioni nel nome di una intesa per il bene comune (quello degli amministrati o degli amministratori?).

Nella politica degli ultimi anni si è guadagnato la scena molte volte, sia a livello nazionale, pensiamo al Governo Letta sostenuto da Partito democratico e Popolo della Libertà in nome di quella larghe intese che servirono ad aprire “una fase nuova” (?), sia a livello locale. A Serra San Bruno lo si è visto di recente con la stampella offerta dalla opposizione di centrodestra alla maggioranza comunale di centrosinistra per sostenere l’ex sindaco Luigi Tassone, ora consigliere regionale del Pd. Ma l’inciucio nostrano era apparso già altre volte. Nel periodo in cui vigeva l’elezione del Consiglio comunale con metodo proporzionale, quando cioè il sindaco veniva scelto dai consiglieri comunali eletti, il compromesso era quasi all’ordine del giorno ed ogni anno il paese vedeva un sindaco nuovo. A palazzo Tucci negli anni ‘80 per mandare all’opposizione l’allora Democrazia Cristiana, onnipresente nelle maggioranze di tutte le salse, Partito Comunista e Partito Socialista si accordarono per sostenere il celebre chirurgo Bruno Manno che apparteneva al Partito repubblicano. I due partiti di sinistra sebbene appartenessero alla medesima area politica, fino ad allora, si erano contesi l’elettorato in una lotta senza esclusione di colpi. Con una maggioranza risicata di 11 consiglieri contro i 9 dell’opposizione, il medico serrese durò in carica dal 1985 fino al 1987 quando per un nuovo inciucio venne defenestrato. Nelle elezioni successive (1987) accadde l’inverosimile: Democrazia Cristiana e Partito Comunista si accordarono per nominare alla carica di primo cittadino il medico democristiano Carlo Bertucci. Fu il primo compromesso storico tra democristiani e comunisti nella cittadina della Certosa, evento che si sarebbe replicato più volte e sempre sottotraccia, fino ai giorni nostri. Nei cambi di maggioranza successivi venne proclamato sindaco per la prima volta il giovane Nazzareno Salerno mentre l’ultimo sindaco con il metodo proporzionale fu Tonino Errigo. Ma l’inciucio non serve solo a sostenere, anche a defenestrare. Ad interrompere l’esperienza amministrativa dell’ex sindaco Raffaele Lo Iacono fu l’inciucio tra gli allora consiglieri regionali Bruno Censore e Nazzareno Salerno, rispettivamente di centrosinistra e di centrodestra, con le dimissioni contestuali dei consiglieri comunali di maggiorana e di opposizione che a loro facevano capo. Dimissioni custodite, la notte prima della presentazione, in un luogo sicuro su espressa richiesta di alcuni membri dell’ala censoriana che avevano portato a termine le trattative, che temevano un possibile ripensamento di qualcuno. Vittima dell’inciucio fu anche l’ex sindaco di centrodestra, Bruno Rosi che ebbe l’onore di accogliere Papa Ratzinger. Il consigliere regionale Nazzareno Salerno gli revocò la fiducia del suo gruppo restituendo, nei fatti, la cortesia a Bruno Censore di soli 5 anni prima. Cambi di casacca, salti della quaglia, trasformismo, comunque la vogliamo chiamare la fiera dei voti ci ha “regalato” momenti in cui le fede politica è stata travolta in nome di una sopravvivenza, di una carriera e, forse, di una idea. La politica se dovessimo andare indietro nel tempo ci potremmo accorgere che a conti fatti è stata e sarà sempre questa. La politica, dunque, è inciucio.

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