Ferrovie, funzionario reggino che denunciò la presenza di amianto vince in Cassazione

Importante decisione della Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, che con l’Ordinanza nr. 30438 /2021, depositata il 28 ottobre, ha confermato il diritto del signor Antonino Pulitanò ad ottenere il riconoscimento delle mansioni superiori svolte, ritenendo, pertanto, infondato l’unico motivo di ricorso proposto dalla società Trenitalia.

La Suprema Corte ha, dunque, rigettato il ricorso del datore di lavoro, confermando la sentenza della Corte di Appello di Reggio Calabria che aveva riconosciuto il diritto del signor Antonino Pulitanò ad essere inquadrato nella qualifica di “quadro di livello A”, per avere svolto l’attività di Responsabile del settore “Manutenzione e Verifica dei rotabili” presso l’impianto di Reggio Calabria, nonché il diritto ad ottenere le differenze retributive corrispondenti a tale inquadramento. Enorme, dunque, la soddisfazione del signor Pulitanò e dei suoi difensori, avvocati Giuseppe Morabito e Filomena Pellicanò. “Questa statuizione – spiega quest’ultima – è un riconoscimento anche morale per il lavoratore, il quale ha subito numerose sanzioni disciplinari e addirittura il licenziamento per aver portato avanti una serie di battaglie riguardanti la sicurezza sul luogo di lavoro e aver chiesto, nella qualità di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, un pronto intervento al fine di eliminare il rischio prodotto dalla presenza di amianto presso la Cittadella di Trenitalia a Reggio Calabria.

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