Fermi tutti, alla Regione ci sono due “geni del marketing” che sanno come rilanciare il turismo in Calabria

I due "geni del marketing casereccio" sono i consiglieri Ciconte e Greco

La mozione è la numero 154 ed è stata depositata tre giorni fa, l’8 aprile, firmatari i consiglieri regionali Vincenzo Ciconte ed Orlandino Greco.

Uno, il primo, medico ed uomo forte del Partito Democratico a Catanzaro, l’altro, il secondo, ex sindaco di Castrolibero, in provincia di Cosenza e nientepopodimeno che figura di punta della lista “Oliverio Presidente”. Probabilmente mossi da un sussulto di orgoglio determinato dalla consapevolezza che non esiste in natura un solo calabrese che, da qui a qualche mese, quando l’uragano elettorale ne provocherà la scomparsa dagli scranni di Palazzo Campanella, hanno pensato bene, al tramonto della legislatura, di suscitare un minimo di ilarità in quel tetro circo che è stato il quinquennio del centrosinistra di Mario Oliverio. I due simpatici genietti della politichicchia nostrana, ma autentici profeti del marketing turistico, hanno tirato fuori dal cilindro un coniglio che farebbe invidia anche all’illusionista più provetto: per rendere attraente la Calabria leviamo i Bronzi di Riace dal Museo Archeologico di Reggio e regaliamoli in giro per il mondo. A testimonianza di come Ciconte e Greco siano finiti irrimediabilmente nel “buco nero” del disordine mentale, nel documento ufficiale si lasciano andare, con dovizia di particolari, alla maestosità artistica delle due statue: come se volessero ammettere che sono troppo affascinanti per essere custodite in Calabria, di cui essi stessi sono, ahinoi, rappresentanti lautamente ricompensati. “Il primo – scrivono, infatti, descrivendo i due capolavori scultorei – colpisce per i suoi ricci perfettamente definiti, le ciglia, i denti che emergono tra labbra appena dischiuse, gli occhi. Il secondo è quello che ha attratto maggiormente gli esperti. Di statuaria antica, con il movimento del busto più plastico e morbido, opera certamente di un artista superiore. Non in molti sanno, che un’ipotesi avvalorata dagli studiosi, afferma che i Bronzi avessero labbra rosso fuoco. Oltre che denti scintillanti, occhi vivaci e carnagione abbronzata”. Si tratta, bontà loro, di: “Un patrimonio inestimabile” ed è per tale motivazione che sarebbe complicato illustrare l’infinità di motivi per cui questa si candida seriamente ad essere giudicata come l’idiozia dell’anno: sono più che sufficienti i modi, puntuti e sferzante, utilizzati dal deputato di Forza Italia Francesco Cannizzaro o dal consigliere regionale ‘azzurro’ Giuseppe Pedà per zittire l’insolenza improvvida dei due esponenti del centrosinistra. “Le grandi tecnologie messe a disposizione per la custodia in loco dei due Bronzi – scrive il parlamentare conscio del fatto che, evidentemente, Ciconte e Greco disconoscono questi aspetti banali per chiunque, ma non per loro – dimostrano quanto siano delicate e preziose le due statue che, nessuno si augura, potrebbero incappare in qualsiasi incidente che ne comprometterebbe definitivamente il valore inestimabile per l’intera umanità”. Induce alla rassegnazione pensare come in una terra afflitta da tutti i mali dell’umanità qualcuno viva sulle spalle fragili dei suoi concittadini sprecando il tempo per elaborare mozioni consiliari così prive di senso. Soggetti che ignorano gli elementi basici in ragione dei quali, come ha dovuto specificare il parlamentare: “La ‘casa’ prescelta per i due guerrieri è il Museo Nazionale di Reggio Calabria, ad oggi l’unico vero elemento attrattivo di turismo puro in riva allo Stretto. Siano i cittadini del mondo a venire in visita a Reggio ed in Calabria, senza offrire loro un pretesto in più per rinunciare ad un viaggio nella Terra dei Guerrieri grecanici”. Blaterando di “mental map” turistica, i due alfieri del centrosinistra di Palazzo Campanella ci spiegano che per far arrivare in Calabria torme di turisti cinesi e giapponesi e rilanciare, a livello turistico e culturale la nostra regione, servirebbe portare a domicilio i Bronzi di Riace. A sigillare ogni spiraglio, peraltro, saltando dal recinto della politica a quello, ben più autorevole della cultura, è opportuno ricordare che, come ha ricordato con poche, ma incisive, parole, il direttore del Museo Archeologico Carmelo Malacrino: “In accordo con i Componenti del Comitato Scientifico del MArRC, ho avuto l’onore di definire i Bronzi di Riace quali beni identitari e inamovibili del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria”. Il modo migliore per mettere a tacere l’incompetenza travestita da inconsapevolezza. Partorire qualcosa di più contraddittorio sarebbe pressoché impossibile che si spiega solo con l’insorgenza di un cortocircuito mentale nel quale sono caduti entrambi gli eroi dei tempi moderni: loro, però, a differenza dei Bronzi, una volta che si saranno inabissati nel mare del tempo, da lì non saranno più recuperati.

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