“Falcomatà si rifiuta di rispondere sull’elenco dei massoni del Comune e su vicende gravi della città”

Alle 12.30 di oggi il consigliere comunale Massimo Ripepi è stato ricevuto dal Prefetto Michele Di Bari presso gli uffici della Prefettura di Reggio Calabria. Oggetto dell’incontro le dodici interrogazioni, alcune presentate da tre anni, a cui il sindaco non vuole rispondere. “Meglio – spiega polemicamente l’esponente di Fratelli d’Italia – parlare

dei delfini che rispondere alla città. Meglio far finta di essersi dimenticati, anziché fare chiarezza su argomenti importantissimi e vitali per la nostra Reggio. Falcomatà, specialista nella costruzione di specchietti per le allodole, sta illudendo i reggini eludendo i veri problemi che li affliggono. Uno di questi specchietti è la falsa trasparenza di questa Amministrazione che si rifiuta coscientemente e scientemente di rispondere, entro i termini previsti dallo Statuto (30 giorni), alle interrogazioni dei consiglieri. Rispondere quando non c’è nulla da nascondere, non rispondere quando si deve nascondere qualcosa. Una nera trasparenza da cui non traspare nulla, perché non deve trasparire nulla. Ho esposto – rivela il consigliere comunale –  gravi inadempienze dell’Amministrazione Falcomatà”. Ripepi, la cui denuncia è forte, tuona contro il completo disinteresse della Giunta a guida di Giuseppe Falcomatà che “predica la trasparenza, ma razzola male. Trasparenza cristallina sì…ma come un cristallo nero attraverso il quale non si riesce a vedere niente”. “Dal 2015 ben dodici delle interrogazioni inoltrate non hanno ricevuto alcuna risposta sebbene, secondo Statuto, si preveda un riscontro entro 30 giorni” – commenta Ripepi  aggiungendo che riguardano tutte vicende molto gravi registrate in città, tali da necessitare di una risposta repentina. Vorrei ricordare le mie interpellanze riguardo i compensi Atam, le anomalie sul Roof Garden, elenco dei massoni del Comune, la mancata manutenzione del verde pubblico risalente al luglio 2017 (a distanza di un anno, nei giorni scorsi un ramo cadente ha procurato delle ferite alla testa a due sacerdoti che camminavano in via Marina) e, ovviamente, la grande battaglia sull’Aeroporto dello Stretto per il quale ho chiesto chiarimenti con qualunque mezzo: ben due interrogazioni scritte sulla continuità territoriale, sedute di Consiglio comunale, conferenze stampa, presidio fisso in aeroporto. Un aeroporto ‘sabotato’ che, con un paio di miseri voli giornalieri, è aperto con speranze ridotte al lumicino, tra vicende surreali, tanto che, risvegliatosi dal torpore, il nostro sindaco, in occasione di un Consiglio metropolitano ad hoc dello scorso aprile, è stato addirittura snobbato dall’amministratore Sacal De Felice, ma prima ancora dal Governo-amico PD. E di quest’anno segnalo la mancata risposta a questioni che ho sollevato su presunte irregolarità dell’Avvocatura civica”. Secondo Ripepi, il sindaco Falcomatà “fa finta di non ricordare che i consiglieri comunali sono espressione della volontà popolare: rispondere alle interrogazioni equivale a rispondere alla cittadinanza. A qualcuna lo stesso ha risposto, come mai però non vuole rispondere alle dodici richieste di chiarimento? Forse ha qualcosa da nascondere? La gestione Falcomatà è ormai al capolinea. Durante il colloquio con il Prefetto, che ringrazio per la disponibilità e la cordialità, ho avuto modo di snocciolare le varie occasioni in cui sono state ignorate le mie interpellanze. La questione è seria perché attiene alla sfera della legalità, della trasparenza (quella vera) delle istituzioni e al sentimento di correttezza che ogni buon amministratore dovrebbe provare quale rappresentante del popolo. Attendo fiducioso che si faccia chiarezza. Il Prefetto mi ha assicurato che invierà al più presto una richiesta di chiarimento al Sindaco. Terrò aggiornati i cittadini che hanno il diritto di sapere”.

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