Falcomatà “passa pa casa” (senza dimenticare Brunetti)

Da quando ci sono loro, infatti, è stato un susseguirsi di guasti, rotture, perdite,condotte saltate, ed altre rovine

Provate a dire ad un amico di Genova, di Torino, di Treviso, di Roma, di Avellino, di dove vi pare, che nel vortice di una pandemia globale tale da mutare irreversibilmente le vite di ciascuno di noi e gli assetti socio-politico-economici del pianeta, in una città dell’Europa occidentale si muovono figuri così inconcludenti da non riuscire nemmeno a garantire la regolare distribuzione dell’acqua agli abitanti.

Avrete l’opportunità, in questa ora triste, di procurare loro una risata fragorosa perché chiunque sa, anche chi, come gli amministratori locali di Reggio Calabria, non beneficia di invidiabili strumenti cognitivi, che l’acqua, già bene primario per definizione, nell’epoca funestata dal coronavirus è decisiva per la sopravvivenza. Eppure, gli impostori di Palazzo San Giorgio proseguono imperterriti a schiacciare sotto i piedi del loro ignobile disonore la dignità di un popolo che si ritrova a combattere contro il nemico invisibile a mani nude e, soprattutto, sporche. Tutti, in in ogni angolo del mondo, sanno quanto sia essenziale la pulizia in questa guerra, tutti ne sono ben consci, anche nei tuguri più luridi del globo, ma il dettaglio deve essere sfuggito agli occupanti dei Palazzi istituzionali reggini. Non ne è a conoscenza il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe “Passa pa casa” Falcomatà, originalissimo monumento umano all’inutilità, ormai evolutosi nell’imitazione dell’imitazione dello straordinario Pasquale Caprì; lo ignora il consigliere comunale delegato ai (dis)servizi idrici Paolo Brunetti che sarà ricordato dai posteri per essere stato colui che ha sottratto l’acqua ai cittadini (è un fatto oggettivo, incontrovertibile: prima del suo passaggio devastatore, nelle abitazioni del centro di Reggio l’acqua scorreva con assoluta regolarità, poi, all’improvviso, come un miracolo al contrario, la disperazione). Da quando ci sono loro, infatti, è stato un susseguirsi di guasti, rotture, perdite,condotte saltate, ed altre rovine: ciò significa che o si tratta di incapacità gestionale da record mondiale o che l’amministrazione è affidata a chi, avendo poca familiarità con la fortuna, ha trasmesso questa sua nociva attitudine all’intera popolazione. Eppure, in fondo, non è che serva poi granché a capirci qualcosa: avendo così tanta confidenza con gli amici manovratori, il consigliere Brunetti si faccia dire, raccontare, spiegare quello che succede nelle segrete di tubi e serbatoi e poi riferisca alla città blindata dentro casa senza potersi lavare, se non a intermittenza e a sorpresa, perché, a differenza di quanto accade nei luoghi governati da coloro i quali hanno conosciuto la civiltà, da queste parti si insiste a maltrattare i cittadini senza mai informarli. Qualcuno potrebbe pensare che, in questo mare di indegnità, l’opposizione sia salita sulle barricate per imporre il ripristino delle minime condizioni di vivibilità in una situazione tragica come quella vissuta sotto i mortali colpi quotidiani del coronavirus, e invece no. Tutti in silenzio, nessuno che tiri fuori il naso da sotto la sabbia, nessuno! Come non avverte la necessità di pronunciare una sola sillaba l’eccellentissimo e reverendissimo Signor Prefetto (fonti bene informate riferiscono ce ne sia uno anche a Reggio Calabria). Come si volta dall’altra parte la magistratura che pure, dicono, dovrebbe assicurare il rispetto di leggi e norme, ma non risulta, in nessuno dei suoi rappresentanti, abbia mai convocato a Palazzo di Giustizia il Primo Cittadino, il consigliere comunale delegato ai (dis)servizi) idrici, l’ultimo dei manovratori, qualcuno che, quanto meno, sia informato sui fatti e metta a verbale ricostruendo con puntualità, e verità, cosa sia successo nel corso degli ultimi anni. E mentre sulla città regna il silenzio imposto dall’emergenza sanitaria, non resta altro che sollecitare l’inservibile sindaco in scadenza a levarsi di torno: “Falcomatà, passa pa casa (senza dimenticare Brunetti lungo la strada del ritorno).

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