Falcomatà ha dimenticato la lezione di Dante: “È da uomo malvagio l’ingannare colla menzogna”

L'ennesima magra figura di cui si è reso responsabile il Primo Cittadino

E’ stato sempre così, fin dal principio, sin da quel maledetto ottobre 2014, nel quale una città sfiancata dall’infausta stagione del commissariamento, s’illuse di poter affidare il destino ad un giovanotto di brutte speranze.

Già dalle prime battute fu chiaro ai più che il contributo fornito da Giuseppe Falcomatà si sarebbe rivelato inutile, quando (spesso) non dannoso, per il rilancio della città. L’ego ipertrofico, pari alla presunzione di chi lavorò per proporne ed imporne la candidatura, convinsero parte dell’opinione pubblica, animata da incoscienza dissennata, ad affidarsi a lui. Da allora si è dipanata una serie infinita di passi indietro, di passi di lato, di mancanze di coraggio, di assenze di responsabilità, di bugie da far trangugiare a pochi bonaccioni mossi da fanciullesca ingenuità e, perciò, smaniosi di credere alle favole stucchevoli. L’ultima sconcezza, sul piano morale oltreché politico-amministrativo, che porta la firma del Primo Cittadino, è stata disvelata, con inusitata durezza, dall’Anas. A nessuno piace farsi prendere in giro dalle spudoratezze di ragazzini, men che meno può essere, questo, un comportamento accettato dalla Società per azioni che si occupa di costruire e gestire la rete stradale e autostradale. Ai piani alti dell’Ente nazionale per le strade non ci hanno visto più e, dopo un primo momento, legittimamente da concedere all’attonimento, hanno messo nero su bianco un elenco puntiglioso di verità che ha sfarinato le bugie con cui il sindaco ha avuto l’ardire di infarcire una lettera inviata al quasi confinante Prefetto. Frottole condensate in tre frasi. In esse Falcomatà si lancia in un “coraggiosissimo” attacco nei confronti dell’Anas cui imputa “gli interventi invasivi” che “stanno provocando disagi indicibili ai cittadini”. Effettivamente, se solo corrispondesse alla realtà dei fatti, sarebbe inammissibile e beate, quindi, quelle popolazioni che possono vantare un Primo Cittadino così temerariamente ardimentoso nel tutelarne gli interessi primari. Inalberandosi, poi, Falcomatà alza il tono della filippica definendo ciò che sta accadendo nei tratti tra Catona e Gallico dell’Autostrada A2 “inaccettabile”. Qualcosa a cui, addirittura, “va posto un argine in breve tempo”. Con l’autorevolezza tipica dei leader che hanno stoffa da vendere si appella, dunque, a tutte le istituzioni cittadine affinché si arrivi al più presto ad una soluzione condivisa, che arrechi il minor disagio possibile alla cittadinanza”. Applausi a scena aperta da quel popolo inferocito che ora, grazie al suo indomito condottiero, sa di chi è la colpa e verso chi indirizzare le maledizioni: l’Anas brutta, sporca e cattiva; quell’Anas che, in maniera scriteriata, avrebbe imposto alla città la paralisi che sta subendo. Queste le chiacchiere e che mondo meraviglioso sarebbe se le versioni propinate ai beoti di cui sopra non potessero essere smascherate fattualmente e documentalmente. E’ la misera fine che ha fatto l’ennesima impostura di Falcomatà destinatario di una seccata reprimenda da parte di Anas, puntuale nel ricostruire come siano state organizzate: “apposite riunioni con tutti gli Enti coinvolti sul territorio, le Forze dell’Ordine, i Vigili del Fuoco, 118” in occasione delle quali “sono state analizzate le soluzioni di traffico e le possibili attività da mettere in campo per ridurre i disagi all’utenza. L’ultimo COV si è tenuto venerdì scorso. alla presenza anche del Comune di Reggio Calabria e Città Metropolitana per analizzare le problematiche relative al cantiere in corso per ‘Piani di Gallico’”. Si tratta, pertanto, di opere e modalità di lavoro di cui il sindaco era perfettamente conscio, avendo contribuito a delinearne i contorni. L’ennesima magra figura di cui si è reso responsabile il Primo Cittadino che, in quanto tale, continua, con questo comportamento, a gettare discredito sulla fascia tricolore che indossa e sulla popolazione di cui è, ancora per qualche mese (salvo suicidi, sempre dietro l’angolo, da parte del centrodestra), massimo rappresentante. “È da uomo malvagio l’ingannare colla menzogna”, sentenziò Dante Alighieri: una massima che il giovin avvocato farebbe bene, presto o tardi, a tenere ben a mente per evitare ulteriori scivoloni da qui alla fine del mandato.


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