Si è tenuta ieri, presso la Sala consiliare comunale di Fabrizia, la presentazione del libro “Giusi Verbaro. L’estetica dello spirito tra parola, arte e critica”, monografia sull’autrice calabro-fiorentina curata da Salvatore Iacopetta, dottorando in Educazione, linguaggi, culture presso la LUMSA di Roma. Nel decimo anniversario della scomparsa della poetessa catanzarese, il giovane studioso ha pensato che fosse giusto pubblicare un libro che, presentandosi contemporaneamente come punto d’approdo e di ripartenza negli studi condotti finora sulla figura di Giusi Verbaro, ne celebrasse la memoria.
Il pomeriggio, che ha visto la partecipazione animata e numerosa della comunità fabriziese, si è aperto con i saluti istituzionali di Francesco Fazio, sindaco della cittadina montana, che ha sottolineato il ruolo esercitato dalla cultura nello sviluppo del paese e ha auspicato che vi siano sempre più giovani, come Salvatore Iacopetta, interessati alle arti, alla bellezza e al Sapere. L’introduzione, curata dall’avvocato Domenico Calvetta, direttore della rivista “Santa Maria del Bosco”, se da un lato ha presentato l’autore del volume, del quale sono stati ripercorsi studi ed esperienze, dall’altro ha evidenziato la profondità creativo-spirituale di Giusi Verbaro, la sua capacità introspettiva e il ruolo del viaggio come principio ispiratore della sua poetica. Maria Carmen Aloi, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo “Corrado Alvaro” di Chiaravalle Centrale, ha successivamente sottolineato l’importanza rivestita dalla letteratura, e dalla poesia nello specifico, nei contesti cittadini e, soprattutto, scolastici: i giovani necessitano di princìpi ispiratori che facciano riscoprire il senso pieno dell’esistenza, il suo incanto, la profondità che ne sta alla base; la scuola, in tal senso, è investita da un dovere morale, etico e politico, tantoché costituisce il luogo da cui partire per la promozione e diffusione di valori educativi imprescindibili per la costruzione di un mondo giusto e una vita felice. La parola è andata dunque a Salvatore Iacopetta, autore del libro, che attraversando la vita di Giusi Verbaro, sottolineandone gli interessi critici e creativi, rivendicando la centralità del ruolo femminile nella Calabria degli anni Settanta e analizzando i linguaggi prediletti dalla poetessa (quello lirico su tutti), ha voluto condividere il proprio lavoro di scrittura, frutto di una lunga ricerca condotta presso i fondi dedicati alla memoria dell’intellettuale calabrese, ubicati presso l’Archivio per la memoria e la scrittura delle donne A. Contini Bonacossi, all’interno dell’Archivio di Stato di Firenze, e nella biblioteca F. De Nobili di Catanzaro, dove sono conservati libri, riviste, fotografie e inediti di Giusi Verbaro (alcuni dei quali trascritti nel libro) che, oltre a favorire la ricostruzione attenta e puntuale della sua biografia, restituiscono l’intero panorama storico-culturale e sociale nel quale la poetessa si è formata e che ha contribuito a determinare a sua volta. Gli interventi, alternati alla lettura di alcune poesie dell’autrice selezionate da Salvatore Iacopetta, magistralmente interpretate da Immacolata Vallelonga, docente presso l’Istituto comprensivo “Bontempi” di Agrate-Brianza, e accompagnate dai sottofondi musicali di Giuseppe Preiato, hanno suscitato grande interesse tra il pubblico che, partecipando con domande, interventi e riflessioni, ha arricchito il dibattito culturale.
L’evento, alla fine del quale è stato possibile acquistare il testo autografato dall’autore in persona (e che sembra aver riscosso un gran successo), si è concluso con un momento di convivialità in cui i presenti hanno avuto modo di salutarsi e scambiarsi gli auguri di buon anno.
