Fabrizia, Pasqualino sbatte la porta: presentate le dimissioni da assessore

È uno strappo destinato a lasciare pesanti strascichi, perché uno dei protagonisti di una stagione politica recide i legami con il passato. Leonardo Andrea Pasqualino presenta infatti le dimissioni da assessore e rivendica gli obiettivi raggiunti. Il suo è un addio polemico perché intravede mutamenti nel modo di agire degli ex compagni di viaggio.

Fine di un’esperienza, dunque, per Pasqualino che del movimento “Liberi e giovani con Fabrizia” è stato “fondatore e ideatore”: nel gruppo, secondo il già vicesindaco, “ognuno di noi sentiva il bisogno di impegnare se stesso per il bene comune” e c’era “la necessità di ergerci da artefici del destino della nostra collettività, con la forza e l’incoscienza dei nostri primi passi nei meandri della politica, per arrivare a dare luce al nostro caro paese”.

Nei momenti salienti di Amministrazione, secondo Pasqualino, “non c’era e non c’è stata alcuna forma competitiva tra di noi, la nostra forza era la comunità d’intenti, la voglia di portare tutti insieme, un forte, essenziale, necessario cambiamento in una situazione che oramai era diventata stagnante, ove la vecchia politica era diventata autoreferenziale e si era allontanata, nella sua miope visione, dalla gente”. L’impegno era quello di “portare in primo piano le istanze dei cittadini, le necessità, le priorità e i bisogni della nostra gente, recependone i disagi, assecondando, ove possibili, i bisogni, accogliendo i suggerimenti, rendendoli così partecipi per farli sentire parte dell’intera comunità, senza escludere nessuno e adottando, per la prima volta un metodo innovativo di amministrare, basato sul rispetto di tutti – vincitori e vinti, senza rivalse, mettendo da parte le futili schermaglie elettorali, per lasciare spazio ad un sentimento basato sul dèmos ateniano, culla dell’antico concetto di libertà, amministrando per e con il popolo”.

In quei “cinque anni bellissimi pieni di impegno, di sacrifici, di sofferenze, in cui l’entusiasmo e la voglia di arrivare alleviarono le nostre fatiche – rimarca – insieme abbiamo costruito un percorso indelebile nella storia di Fabrizia”.

In più, tanti “risultati sono stati raggiunti e soprattutto si è creata un’empatia tra Amministrazione e cittadini, che ha generato buona politica” e “sono stati superati grazie al nostro impegno diversi problemi storici”.

Poi qualcosa si è spezzato e Pasqualino mostra rammarico per l’accaduto, perché “lungi dalle beghe di potere, dai personalismi, si agiva tutt’uno per il bene di tutti, ma oggi ahimè non è più così”. “Oggi – sostiene l’ormai ex assessore – purtroppo devo constatare, con profondo rammarico che non sussistono più le condizioni e i presupposti fondanti del nostro stare insieme: la politica vi ha cambiati, vi ha assoggettati al potere, imbavagliati da qualcuno in schemi di logiche individuali, ha prosciugato il nostro entusiasmo e sterilizzando la voglia di fare squadra di fare gruppo”.

Pertanto, Pasqualino non condivide “questo modo di operare sbagliato” e non ritiene di “avere la fiducia di chi mi deve rappresentare, di chi ci deve rappresentare”. Non manca, nella lettera di dimissioni presentata, un ringraziamento “a tutti i consiglieri comunali e a tutti i dipendenti del Comune di Fabrizia”.

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