Fabrizia, l’opposizione attacca ancora: “Problemi con la refezione scolastica proseguono, maggioranza nervosa”

“La nuova data del 2 dicembre 2019 fissata dal sindaco di Fabrizia per l’inizio della refezione scolastica è saltata e l’impegno assunto pubblicamente in assemblea coi genitori degli scolari non mantenuto. Il caos avvolge, ormai, l’Amministrazione comunale di Fabrizia, mettendo a nudo i nervi scoperti di una compagine lacerata e incapace di affrontare e risolvere i problemi che ha di fronte a sé, a partire da quello più importante e trascurato allo stesso tempo, la refezione scolastica”.

Il gruppo “Ramoscello d’Ulivo per Fabrizia” non molla la presa e torna ad attaccare pesantemente la maggioranza sottolineando alcune conseguenze per la popolazione. “Per quanto sta accadendo – sostiene l’opposizione – nemmeno i più accaniti sostenitori, di questa compagine sgangherata, non si accorgono degli effetti negativi che il suo agire amministrativo sta dispiegando sul paese e la comunità cittadina. Il mancato inizio della refezione scolastica sta provocando pesanti disagi agli scolari e alle famiglie che assistono stupiti al regolare funzionamento del servizio nei comuni di Mongiana e Nardodipace dello stesso Istituto Comprensivo”. Entrando nel dettaglio, la minoranza si domanda “per quale strana ragione, giorno 8 novembre 2019 sono stati revocati gli atti di gara e l’aggiudicazione provvisoria per bandire un nuovo appalto con tempi più lunghi che rischia di compromettere l’organizzazione didattica del tempo pieno” aggiungendo che “la maggioranza è irritata e nervosa, forse, perché è stato toccato il nervo più scoperto e sensibile del momento mentre aumentano, sempre più, contrarietà e disappunto nei confronti di dilettanti allo sbaraglio guidati dal sindaco delle chiusure, che aveva promesso di far ‘rinascere il paese’ all’insegna della legalità e trasparenza che in realtà si stanno rivoltando contro come un boomerang”. Da qui partono una serie di interrogativi: “non è che per caso si sta tentando di chiudere anche il servizio di refezione scolastica? Tanto un servizio pubblico in più o uno in meno, cosa cambia?”. “Ogni giorno che passa – rileva ancora la minoranza – si consolida sempre più un orientamento di fondo che è quello delle chiusure a prescindere, che potrebbe interessare prossimamente l’Ufficio Postale e la segreteria dell’Istituto Comprensivo di Fabrizia, per i quali ci sono già le prime avvisaglie”. 

Tornando al tema principale, il gruppo afferma che “tutta la vicenda refezione è divenuta oggetto di un beffardo scherzo del destino che si è preso gioco della maggioranza e dell’assessore Iacopetta che, memori la vicenda giudiziaria sofferta dalla Giunta Minniti, ha riportato alla mente il verso evangelico dell’apostolo Matteo: ‘Chi di spada ferisce di spada perisce’. E come spesso accade, anche nelle vicende umane della Pubblica amministrazione, a farne le spese non è l’assessore che ha denunciato ma il Comune di Fabrizia che perisce ben due volte: la prima per l’inettitudine di amministratori che non hanno saputo o voluto fronteggiare nei tempi previsti dalla legge l’inizio della mensa scolastica, vedendosi costretti a revocare gli atti di gara, presumibilmente, illegittimi e poco trasparenti; la seconda, qui al danno si aggiunge la beffa, l’esborso della cospicua somma di circa 15.000 euro per pagare le spese legali agli ex amministratori e tecnici della Giunta Minniti, assolti con formula piena nel processo intentato, sempre, dall’assessore Iacopetta. Risorsa da reperire nel bilancio comunale mettendo le mani nelle tasche dei contribuenti fabriziesi, parafrasando un vecchio detto popolare, tanto paga sempre pantalone. Il fiore all’occhiello, tanto strombazzato dalla maggioranza (legalità, trasparenza ed efficienza amministrativa), si è appassito al sole rovente dell’estate non abbastanza annaffiato per la mancanza d’acqua”. L’attacco diventa poi totale: “la confusione al Comune regna sovrana ed è alla base dell’operato di amministratori incompetenti che in due anni e mezzo hanno avuto l’esclusivo merito di smantellare servizi pubblici essenziali provocando perdita di posti di lavoro e pesantissimi disagi alla cittadinanza, vedi chiusura della Banca Bper. Il sindaco brancola nel buio essendosi reso conto che la situazione gli è sfuggita di mano ostaggio com’è dalla sua stessa maggioranza che gli fa fare solo brutte figure. Questo scenario – è la conclusione – ripropone gli interrogativi sulla concreta capacità del comune di fronteggiare tutte le problematiche insolute, sulle quali ci ritorneremo nei prossimi giorni, che spingono sempre più in direzione di un maggiore appesantimento politico e amministrativo col rischio che alla fine a farne le spese sia soltanto la comunità fabriziese”.

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