Un convegno sicuramente forte nei contenuti è stato quello condotto dall’ingegner Mario Cirillo, svoltosi oggi presso la Sala consiliare del Comune di Fabrizia, partecipato da ragazze e ragazzi dell’Istituto comprensivo ed al quale hanno dato adesione con la loro presenza alte personalità politiche ed istituzionali. La locale Stazione dei Carabinieri, comandata dal maresciallo Gennaro Marmo, è infatti sempre attenta oltre che alla primaria missione di ordine e sicurezza, anche alle importanti istanze culturali, ambientali e di sostenibilità sociale. Particolarmente preziosa è stata la partecipazione del capitano Pierantonio Tarantino, da poco insediatosi alla guida della Compagnia di Serra San Bruno e che, appassionato ed esperto della materia, ha fornito importanti spunti di riflessione maturati dalla sua pregressa esperienza all’interno del NOE (Nucleo Operativo Ecologico). Importante e sentita, oltre che apprezzata, anche la partecipazione del Comando carabinieri per la tutela della Biodiversità, nonché quella dei rappresentanti dell’Azienda Calabria Verde.
Il convegno, moderato dal vicesindaco Vincenzo Costa, ha preso il via con i saluti del sindaco Francesco Fazio ed ha registrato interventi di qualità da parte di tutti i relatori.
Il presidente della Provincia di Vibo Valentia, Corrado L’Andolina ha riportato un’esperienza personale che ha a che fare con la catastrofe di Chernobyl e le conseguenze ancora in corso; mentre il dirigente scolastico Giuseppe Sangeniti ha messo in evidenza la necessità dell’interdisciplinarietà del sapere, come metodologia utile per creare interesse nei ragazzi. Il sacerdote don Vincenzo Maiolo si è espresso sulla necessità che ciascuno dia il buon esempio, ma anche sulla vigilanza del territorio.
Cirillo, originario di Fabrizia, ha alle spalle una notevole carriera di ricercatore e componente di diverse commissioni nazionali riguardanti l’ambiente. La rappresentazione scaturita dal Convegno ha reso chiara la necessità, anzi l’urgenza, di un agire al passo coi tempi per tentare di frenare la crisi climatica in corso ed in via di acutizzazione. Ha parlato delle conseguenze dall’eccessiva emissione dei gas CO2 verificatisi con crescente intensità negli ultimi tempi, che hanno minato la stabilità delle variazioni climatiche. Gli eccessi sono in grado di creare l’effetto serra e trattenere quindi le radiazioni. La terra accumulando energia, cioè calore, viene costretta ad un dannoso disequilibrio. Lo scioglimento dei ghiacciai ed il calore dell’acqua del mare è una delle dimostrazioni dell’effetto serra, nonché causa di quei fenomeni che oggi definiamo “eventi estremi”. Sono altresì, il campanello d’allarme, assolutamente da non trascurare, che già sta creando gravi danni all’ambiente. Ha parlato altresì delle cosiddette “situazioni complesse” per spiegare che molti sono i fattori che contribuiscono al peggioramento dell’ecosistema e per puntualizzare il fatto che a piccole cause possono corrispondere eventi estremi. Ha spiegato ai ragazzi che, procedendo di questo passo, il futuro potrebbe portare sorprese, giacché persino la Corrente del Golfo, sostenitrice del clima temperato, si sta alterando. Spostandosi potrebbe costringere l’Europa al congelamento. Ha riferito i dati relativi all’emissione di CO2da data pre-industriale per informare sull’eccessivo aumento degli ultimi anni. L’ultimo intervento a livello internazionale è stata la Convenzione del 1992 che ha portato all’approvazione del Protocollo di Kyoto, divenuto effettivo solo nel 2005. Tuttavia, le responsabilità sono di tutti, anche dei singoli cittadini che devono adottare buone prassi per contenere le problematiche ambientali scaturenti dalla modernità che in pochi decenni ha trasformato il mondo. La geo-ingegneria climatica è una possibile risposta, ancora tutta da verificare, per la cattura del CO2, ma occorre organizzarsi con misure di adattamento e per la mitigazione delle conseguenze.
Il coinvolgimento degli alunni della scuola media è stato decisamente fattivo. A differenza della “indifferenza” dei media, stigmatizzata dal ricercatore Cirillo, hanno richiesto delucidazioni sul modo di risolvere e limitare il problema, che evidentemente ritengono attuale: “Noi che siamo piccoli, cosa possiamo fare?”. Il primo passo potrebbe essere quello di “dare e ricevere l’esempio in famiglia. Questo potreste già farlo da adesso”. Prendere coscienza, studiare e sperare che questi ragazzi divengano ricercatori e fautori di nuove tecnologie più sostenibili sarà molto importante per il futuro e il progresso dell’umanità. Perché l’estinzione del genere umano non è solo uno spettro ma un rischio che dobbiamo essere bravi ad evitare tutti insieme: dalla politica e dai cosiddetti decisori istituzionali, agli studenti che hanno davanti il loro stesso futuro.
