Fabrizia. Chiusura Bper, “Ramoscello d’ulivo” torna all’attacco: “Figuraccia stellare dell’Amministrazione comunale”

Antonio Minniti

“Il post pubblicato qualche settimana addietro dall’azienda ‘Mannella Srl’ di Fabrizia ha certamente il sapore di una potente provocazione ma, allo stesso tempo, ha il merito di riportare al centro dell’attenzione dei cittadini di Fabrizia e del comprensorio delle Serre una vicenda incredibile e paradossale: la soppressione della filiale BPER di Fabrizia e le dirette responsabilità di sindaco e Amministrazione comunale”.

A rilanciare la sfida è il gruppo “Ramoscello d’ulivo”, ad avviso del quale “la chiusura, voluta dai vertici BPER, ha trovato terreno fertile nell’atteggiamento passivo degli amministratori locali che non si sono opposti con determinazione ad una scelta che ha scippato al territorio una realtà bancaria attiva da oltre 100 anni, penalizzandolo economicamente e socialmente”. “Una maggioranza tracotante – sostiene la minoranza – ha disatteso sia le richieste della petizione presentata dal comitato civico cittadino sottoscritta da oltre 1000 firmatari, sia le proposte dei documenti approvati nella seduta del Consiglio comunale aperto che rimarcavano la netta contrarietà alla chiusura. Ciò non è servito ad evitare il peggio che si è concretizzato con la capitolazione dell’Amministrazione comunale, che invece di schierarsi a difesa degli interessi della cittadinanza si è arresa alle decisioni incondizionate di BPER Banca SpA”. Secondo il gruppo guidato da Antonio Minniti “alla luce degli accadimenti risulta incomprensibile la motivazione che ha spinto il Comune a regalare alla BPER SpA un box del Centro commerciale di via Barco senza pagare un euro per aprire un bancomat evoluto come da delibera di Giunta comunale n. 30 del 09/04/2019. Spacciando tale decisione con un rilevante interesse pubblico a favore di una Società per Azioni che produce profitti avendo chiuso il bilancio 2018 con un utile netto di 480 milioni di euro. Insomma, tutti i dubbi emersi in questi ultimi mesi prima della chiusura definitiva della filiale si sono trasformati in fatti concreti, lasciando nella sfera delle buone intenzioni le mancate rassicurazioni dell’Amministrazione e del sindaco che sono andati, ieri, contro gli interessi di Fabrizia, e oggi contro quelli dei commercianti del centro commerciale che l’affitto dei box lo pagano mese per mese, mentre la Banca SpA, che è ‘povera’ non pagherà un centesimo”. Per l’opposizione “al danno si aggiunge, anche, la beffa” poiché si tratta di “una figuraccia stellare che compromette l’autorevolezza dell’Ente Pubblico sul quale si addensano nubi circa la regolarità delle procedure adottate nella concessione gratuita fatta a BPER. L’inadeguatezza degli amministratori locali che ha portato alla soppressione della filiale che costituisce una grave perdita perché segna il tramonto di una lunga stagione bancaria foriera di benefici economici per i cittadini e punto di riferimento per i propri risparmi, le attività economiche e commerciali. L’intera vicenda – conclude la minoranza – va ben al di là della provocazione del post di ‘Mannella srl’ e rileva una condizione di sofferenza generalizzata da parte di chi, con grandi sforzi e sacrifici, vuole riaffermare la libertà d’impresa per creare sviluppo e occupazione. È un campo, questo, che da tempo spinge la vita pubblica locale verso una regressione che si avvita sempre più sfuggendo pericolosamente alla realtà e imboccando un punto di non ritorno”.
Per queste ragioni il gruppo di opposizione “Ramoscello d’ulivo per Fabrizia” ha chiesto la convocazione urgente del Consiglio comunale per affrontare la questione della concessione gratuita fatta alla BPER e verificarne il rispetto alle norme di legge che disciplina l’assegnazione.

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