Expo, parla Giusy Primerano: “Onore alla giustizia, quella vera”

Uscendo dalla naturale riservatezza che connota la mia persona in particolare e, in generale, anche la mia famiglia, ora che, finalmente, la vicenda giudiziaria che ha coinvolto mio fratello, Salvatore Primerano, si è conclusa, mi corre l’obbligo di ringraziare pubblicamente tutti gli amici e conoscenti che ci hanno sostenuto incondizionatamente in quest’occasione, contribuendo così a rendere meno pesante il fardello che abbiamo dovuto portare. Siete così numerosi che sarebbe impossibile farlo altrimenti.
L’assoluzione che tutti aspettavamo è arrivata in una giornata particolarissima, che ci lega nei ricordi a nostro padre, a quell’uomo che ci ha insegnato, insieme a nostra madre, ad essere quello che siamo oggi, in nome del quale mio fratello ha combattuto la sua battaglia in maniera esemplare, con una forza e un coraggio straordinari, che affondano le loro radici nell’amore e nell’educazione morale e civile ricevuti sin dall’infanzia.
La sublimazione di questo amore si è manifestata concretamente in un abbraccio consegnato già alla storia delle aule di giustizia, quello di un figlio a sostegno di un padre in ansia, che si sta giocando il suo destino e quello della sua nuova famiglia… Quell’abbraccio, prima della lettura del dispositivo della sentenza, ha perpetuato, reso tangibile, l’abbraccio infinito di nostro padre, che pur non essendo visibilmente con noi, non ha smesso mai di guidarci e accompagnarci lungo le strade tortuose e misteriose della vita terrena; in quell’abbraccio si è trasfuso l’amore familiare generazionale.

Giusy Primerano 

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