Ex Lsu/Lpu, Tassone: “Il Governo trovi una soluzione, il problema rischia di diventare di ordine sociale”

“La vicenda riguardante gli ex Lsu/Lpu, data più volte per risolta, rischia di esplodere prepotentemente in queste ore perché le incertezze di questi lavoratori si sono ingigantite a causa del rimpallo di responsabilità che da una parte pone le persone, e non i numeri, in una posizione quasi drammatica e dall’altra mette in ginocchio gli Enti che si vedrebbero improvvisamente privati di risorse umane fondamentali”.

Il consigliere regionale Luigi Tassone esprime la sua vicinanza ai lavoratori coinvolti e spiega che “la questione, se non a breve definita, si trasformerà in un grave problema di ordine sociale”.

“Se per gli Lsu – precisa Tassone – la Cosfel, mediante le Prefetture, ha inviato una missiva Enti autorizzando a stabilizzare, salvo poi subordinare l’autorizzazione a un decreto del Ministero del Lavoro, che peraltro non risulta al momento pubblicato, per gli Lpu la mancanza di accordo fra i Ministeri competenti sulla interpretazione della legge relativa alle deroghe che hanno sempre riguardato anche ai finanziamenti regionali destinati alla stabilizzazione degli Lpu ha creato un grosso punto interrogativo. Addirittura il Ministero dell’Interno ha aperto le porte ad un disallineamento tra Lsu ed Lpu dagli effetti incalcolabili”.

Tassone ribadisce che “allo stato, le attività degli Lpu sono sostanzialmente bloccate visto che non si può né stabilizzare, come sarebbe giusto dopo lunghi anni di precariato, né far rientrare i lavoratori nel bacino in quanto non consentito dalla Corte dei Conti”.

“Per una realtà come quella calabrese – aggiunge Tassone – sarebbe un colpo durissimo: intere famiglie, dopo circa due decenni di attese e sofferenze, vedono il loro futuro appeso ad un filo, mentre gli Enti sentono avvicinarsi la privazione di lavoratori fondamentali. È chiaro che si tratta di uno scenario inaccettabile, che va assolutamente scongiurato.

Chiedo pertanto – conclude – che il Governo si spenda fino in fondo e senza risparmio di energie per produrre un atto che consenta la proroga dei contratti a tempo determinato per i lavoratori calabresi ancora non stabilizzati e che in questo arco di tempo trovi una soluzione definitiva”.

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