Esplosione a Spadola, comunità sconvolta: la testimonianza del sindaco Piromalli

Il comprensorio delle Serre è sotto shock. A sconvolgere la comunità è un fatto tragico, accaduto a Spadola. Sono le 7.20 circa di ieri quando la tranquillità del piccolo centro montano, è spezzata da un improvviso boato.

A causarlo è una perdita di gas, partita da una bombola, all’interno dell’abitazione di Gianni Casini. La deflagrazione è talmente potente che viene avvertita anche nei centri contigui. I vicini del 69enne si precipitano in strada, notando gli effetti devastanti dell’esplosione. La carreggiata raccogliere i cocci dei vetri delle finestre frantumate, l’aria è difficilmente respirabile, gli occhi vanno alle parti esterne annerite delle pareti  dell’appartamento. L’anziano perde la vita, i sanitari del 118 non possono porre in essere alcun intervento riparatore. Sul luogo giungono i Carabinieri, gli Agenti del Commissariato di Polizia ed i Vigili del Fuoco del Distaccamento di Serra San Bruno. Ma anche tante persone, che stentano a credere a quello che vedono. Fra di loro vi è anche il sindaco Cosimo Damiano Piromalli, che abita a pochi metri di distanza. “Era una persona – ricorda il primo cittadino al ‘Quotidiano del Sud’ – che conoscevo da anni e la cui scomparsa mi addolora moltissimo. Viveva ormai da tempo da solo, i figli si sono infatti trasferiti al Nord Italia. Lui in passato è stato un piccolo commerciante, poi ha avuto problemi anche finanziari. Era un grande devoto dei Santi Cosma e Damiano e non perdeva occasione per recarsi al santuario a Riace”. Un ricordo carico di tristezza, al quale si aggiunge anche un po’ d’incertezza poiché l’amministratore sta cercando di capire se la sepoltura di Casini avverrà proprio a Riace, per come erano le sue volontà, oppure a Spadola. 

Intanto, dell’accaduto continua a parlarsi sommessamente anche a Brognaturo (il cui territorio s’interseca con quello di Spadola) che stava festeggiando la Madonna della Consolazione, a Simbario ed a Serra San Bruno, dove l’uomo era molto conosciuto. Le sue trasferte al Santuario dei Santi Cosma e Damiano lo avevano fatto conoscere ed amare dagli altri devoti, che hanno accolto la notizia con profondo dispiacere. Un velo d’inquietudine è infatti calato sull’intera area montana del Vibonese, che riflette sul senso della vita e sulla necessità di valorizzare le relazioni umane, oggi affievolite dagli effetti della globalizzazione. Dopo il fragore di ieri, adesso è tempo di silenzio: le Serre sono in lutto e piangono uno dei loro figli.

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