“Errore clamoroso abbattere il sistema dei centri Sprar, si torni al buon senso”

“Un errore clamoroso che peraltro, mentre non ha in sé alcun obiettivo politico né una strategia alternativa, rischia soltanto di avere un impatto dannosissimo sull’economia locale, sui Comuni interessati (da Nord a Sud) e sull’occupazione. La mia non è – sottolinea la consigliera regionale di Calabria in Rete Flora Sculco – una presa di posizione polemica. Anzi, d’accordo sull’urgenza di trovare i rimedi più opportuni per coniugare accoglienza, integrazione e sicurezza e governare, nel pieno rispetto della Costituzione e degli impegni internazionali assunti dall’Italia, il fenomeno dei migranti, è semplicemente una richiesta al Governo e alla maggioranza parlamentare, perché non si ferisca, ma al contrario sia salvaguardato e potenziato, il sistema degli Sprar. Che, come dirà meglio di me il coordinamento provinciale dei centri Sprar lunedì a Catanzaro (l’incontro si terrà alle ore 10 presso la sala Giunta della Provincia), è l’unico sistema pubblico di accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati che ha ampiamente dimostrato di funzionare bene. A chi conviene – chiede la consigliera regionale – abbattere questa importante rete di accoglienza, considerata un’eccellenza in Europa, che vede coinvolti Comuni, associazioni e volontariato senza avere pronta una soluzione alternativa?”. Conclude Flora Sculco: “se si mettono da parte l’invettiva e la contrapposizione furibonda che anche sulla questione migranti hanno preso il sopravvento, e si incomincia a ragionare anteponendo gli interessi reali dei cittadini a quelli della polemica politica tout court, sono convinta che si potranno apprezzare gli sforzi poderosi e generosi di quanti operano negli Sprar. E rivedere scelte che palesemente confliggono col buon senso e con i principi fondamentali della nostra Costituzione, e che, se non corrette in fretta, lascerebbero a se stesse le persone in accoglienza, aumentando la loro marginalizzazione con un automatico aumento della conflittualità sociale. Non ci si faccia del male da soli!”.

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