Emergenza Coronavirus, le proposte di “Liberamente” per Serra e per la Calabria

Il movimento civico “Liberamente” ha deciso di offrire il proprio contributo nella difficile battaglia contro il nemico invisibile che sta mietendo vittime anche in Calabria formulando “proposte di intervento ai fini della gestione dell’emergenza Covid-19”.

Il gruppo guidato da Alfredo Barillari ha inviato una missiva al presidente della Giunta regionale, al Capo del Dipartimento della Protezione Civile, al commissario prefettizio di Serra San Bruno ed a tutti i consiglieri regionali chiedendo di valutare “la possibilità di acquistare e somministrare i nuovi test di diagnosi veloce della malattia; l’istituzione di unità di continuità assistenziali speciali per il trattamento, a domicilio o presso immobili appositamente predisposti, dei contagiati”. Nella lettera vengono richiamate le esperienze della Regione Veneto (per “dimostrare come, attraverso l’estensione del numero dei tamponi, sia possibile azzerare in tempi brevi i contagi anche in zone che erano state tra i primi focolai d’Italia con centinaia di casi”) e di Piacenza (“in virtù della quale, sperimentata l’importanza di anticipare quanto possibile la cura, l’AUSL ha istituito delle unità speciali di continuità assistenziale operative dalle 8 alle 20 che, su segnalazione dei medici di base, si recano nelle abitazioni dei malati o sospetti tali, controllano lo stato di salute, fanno tamponi ed eventuali ecografie e forniscono i kit di farmaci necessari”). Per “Liberamente” applicando tale misura anche a Serra San Bruno e nei vari comuni calabresi “si consentirebbe di prestare assistenza ai soggetti contagiati ed alle famiglie, alleggerire i vari Pronto Soccorso ed avviare le terapie necessarie il prima possibile riducendo il ricorso ai ricoveri ospedalieri e sgravando il già provato sistema sanitario calabrese”.

Quanto al “San Bruno”, il gruppo, considerato che “il trasferimento degli anestesisti disposto dall’Asp porterà, in una situazione di estrema emergenza, al venir meno del Pronto Soccorso e, con ogni probabilità, alla chiusura degli stessi reparti, e consapevoli della difficoltà di reperire gli anestesisti necessari per le esigenze dell’ospedale Covid di Vibo Valentia”, chiede che “si lanci un appello al reclutamento su base volontaria di carattere nazionale alla stregua di quanto fatto dalla Protezione civile nazionale e/o di mettere in atto ogni azione possibile per acquisire al più presto, secondo le recenti procedure semplificate emergenziali, le professionalità necessarie a mantenere il presidio di PS a Serra San Bruno e non sacrificare il diritto alla salute ed alla vita dei cittadini del comprensorio delle Serre”.

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