Emergenza cinghiali, crescono i rischi sanitari ed economici. Il Comitato: “Sodaro risolva o si dimetta”

Esasperati, coscienti che il rischio è quello di “scompaginare l’intero sistema agricolo con la chiusura di molte attività”, preoccupati per la “diffusione della tubercolosi”. I titolari delle aziende agricole, che si sono dati appuntamento nelle sala conferenza del Parco delle Serre, hanno affrontato il tema della proliferazione dei cinghiali, insieme a diversi sindaci, essendo consapevoli che “non si può più aspettare” e che “è urgente” adottare delle soluzioni.

Hanno precisato che il cinghiale è “malato”, che “si riproduce fino a 3 volte in 14 mesi”, che “adesso attacca” e che “sta cambiando abitudini alimentari” perché la razza “è mutata”. Sono stati quindi rilevanti gli elementi emersi durante l’incontro organizzato dal Comitato “Contenimento del cinghiale e difesa del territorio”.

Ad aprire i lavori è stato il presidente del Comitato Eugenio Fristachi che ha proposto “l’aumento dei giorni di caccia”, rilevando che “finora nulla è stato possibile” e che “l’emergenza riguarda anche l’aspetto sanitario”. “Il commissario Mimmo Sodato, che è assente, – ha aggiunto – ha promesso le sue dimissioni in caso di impegni ed azioni regionali non sufficienti. Vogliamo azioni concrete, in assenza delle quali mi farò promotore di una denuncia alla Procura della Repubblica”.

“Ci siamo attivati sin dal 2013-2014 – ha sostenuto il direttore del Parco delle Serre Francesco Pititto – effettuando un censimento insieme alla Provincia di Vibo Valentia dal quale è emerso che, in quegli anni, nell’area montana non si registrava una sovrappopolazione, mentre nell’area dell’Angitola la situazione era diversa. Lunedì, su impegno del commissario Sodaro, presenteremo un monitoraggio dal quale preannuncio che emergerà una sovrappopolazione anche nel Parco. Ma adesso siamo pronti a mettere mano al piano di selezione. Ad ogni modo, serve un intervento anche fuori dal Parco e, a mio avviso, il problema può essere efficacemente tamponato, ma non eliminato perché ormai è troppo esteso”.

Il sindaco di Francavilla Angitola Giuseppe Pizzonia ha invitato a considerare “l’aspetto spugna”, cioè il fatto che “durante le stagioni di caccia, i cinghiali si riversano nell’area protetta”, e ha invocato un “tavolo di concertazione con Regione, Provincia e Parco”.

Dopo l’intervento del direttore regionale di Confagricoltura Angelo Politi, per il quale “l’incapacità di gestire il fenomeno parte dalla mancata programmazione del territorio”, la rappresentante di Slow food per il progetto “Appennino” Marisa Gigliotti si è soffermata sulla necessità di “tutelare il paesaggio e le economie e salvaguardare le zone interne”.

Al dibattito ha infine preso parte la candidata al Senato per il Movimento 5 Stelle Silvia Vono che ha rivolto una serie di critiche al mondo della politica e ha affermato che, rispetto all’emergenza cinghiali, “la soluzione deve essere il frutto di un discorso ragionato e di un impegno politico serio”.

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