
“Siamo alle solite, una sinistra dilaniata e distrutta, priva di uomini e di idee al punto che per esistere è costretta a fare da rimorchio ad un rabberciato gruppo di eterogenei personaggi dalle variegate posizioni politiche, rispolvera, con puntualità grottesca la solita storia dell’antifascismo non sapendo cos’altro dire per riconquistare – secondo Pasquale La Gamba, componente dell’Assemblea Nazionale di Fratelli d’Italia – qualche attenzione mediatica.
E con altrettanta goffa puntualità scatena le immancabili, solite sigle, buone solo per queste occasioni, per rinverdire rigurgiti partigianeschi che in questo territorio non hanno mai avuto una significativa tradizione.
Se anche dovessero mostrarmi una foto che ritrae Maria Limardo con la mano tesa in un presunto saluto romano, continuerei a non crederci, nella più assoluta convinzione che non appartiene alle sue corde, alla sua storia politica e personale, quello che rinnovati antifascisti definiscono grottescamente il suo ‘rigurgito nostalgico’.
Lo dico a ragion veduta, potendo – io sì -, a dispetto della mia età, raccontare un passato da missino e da esponente delle organizzazioni giovanili di destra, luoghi che ho frequentato con passione giovanile e dentro i quali non mi è mai – mai – capitato di incontrare Maria Limardo. Certo, non c’è dubbio che la sua carriera politica si sia sempre dispiegata all’interno della coalizione di centrodestra, ma la sua comparsa nella politica attiva – assumendo, grazie alle sue riconosciute capacità ed intelligenza politica (qualità che ci hanno convinto che fosse lei il nostro migliore candidato a sindaco di Vibo Valentia), ruoli di primo piano e di responsabilità – avviene con l’avvento, dopo la svolta di Fiuggi, di un’area moderata, sebbene sempre di destra, imbevuta di una cultura che trova le sue basi di espressione nel confronto democratico che esalta i ruoli delle istituzioni formate dagli eletti scelti dai cittadini”.
“Lo dico a ragion veduta, avendola avuta quale capogruppo in Consiglio comunale, periodo durante il quale – ricorda il dirigente di FdI- diede prova di grande equilibrio e moderazione, sia pure gestendo le fasi più delicate col piglio deciso di chi sa interpretare al meglio il ruolo di leadership.
In una città sufficientemente piccola come Vibo Valentia è difficile non conoscersi, anche solo indirettamente, per cui biasimo certi personaggi che, nascondendosi dietro sigle stantie, provano a mettere in dubbio le qualità morali di una donna la cui rettitudine e l’apertura al dialogo ed al confronto, sereno, democratico e mai volgare, è dote riconosciuta.
“Evitino di cavalcare la trovata – questa sì goliardica – di qualche giovane cronista in cerca di presunti scoop ed accettino il confronto, democratico e civile, sui temi che interessano realmente i vibonesi, quelli che riportino la nostra città ad un risveglio sociale, economico e culturale che ha bisogno – termina l’analisi di La Gamba – di essere sostenuto con idee serie, concrete e realizzabili”.