Elezioni Vibo, è caos nel Pd. Mirabello: “Rappresento migliaia di elettori, non mi faccio intimidire”

“Osservo ancora una volta, non senza una certa meraviglia, il degenerare del clima politico all’interno del mio partito nella città capoluogo. Dispiace che anziché discutere il merito dei problemi si trasformi tutto ancora una volta in rissa. E dispiace ancora di più che a prestarsi a questo assurdo gioco allo sfascio siano due dirigenti di lungo corso del Partito democratico, che tanto hanno dato e tanto hanno avuto dalla politica nel passato seppur non molto recente”.

C’è amarezza nelle parole di Michele Mirabello, deluso da quanto sta accadendo in questa fase pre-elettorale a Vibo.
“Ribadisco perciò – sostiene il consigliere regionale – che non mi faccio intimidire da insulti e da comunicati fuori traccia ed al di sopra delle righe, non foss’altro che in considerazione del fatto che rappresento migliaia di elettori e rivesto una carica istituzionale.
Sono e resto un dirigente del Partito Democratico e la mia storia parla da sola, e, seppur non volendo cadere in provocazioni, non mi lascio impartire lezioni di coerenza o addirittura tacciare di trasformismo proprio da chi è stato chiamato su mia pubblica proposta a ruoli di responsabilità dentro al Pd dopo un lungo girovagare.
Ribadisco ancora dunque il mio pensiero, senza dover certo essere autorizzato da Romeo o da Ceravolo o da chicchessia, sottolineando che ad una idea di sinistra marginale e ridotta ad un ruolo di mera testimonianza, preferisco una sinistra che amplia i propri confini aprendosi alla discussione ed assumendo il ruolo che le compete in città ed in provincia.
In politica – conclude – credo sia importante costruire percorsi virtuosi in grado di allargare il fronte del consenso, non certo rinchiudersi in assurdi recinti pensando di far prevalere veti, veleni e maldicenze.
Su questa mia visione chiaramente non pretendo di imporre alcunchè a nessuno, ma allo stesso tempo non intendo retrocedere cedendo a ricatti o a risse mediatiche fuori logica, di scarso gusto e fuori misura”.

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