L’obiettivo è avviare un progetto serio e fattibile, raccontando “la verità”, rifuggendo quel metodo basato su “una narrazione lontana dalla realtà che caratterizza l’attuale Amministrazione comunale”. Si presenta così il movimento civico “La Restanza”, che parte dalla tradizionale conferenza stampa introduttiva per esporre le linee guida lasciando ampio spazio all’analisi dei cronisti.
Il gruppo, composto principalmente da giovani, mostra entusiasmo e coraggio di fronte all’impegnativa e per nulla facile sfida che lo attende e lancia messaggi chiari e decisi ad elettori ed avversari.
Innanzitutto, la scelta di posizionare al tavolo dei relatori Adriano Tassone e Maria Rosaria Franzè fotografa un ticket definito che fa presagire l’impostazione che sarà data all’eventuale compagine governativa. Ad aprire i lavori è stata proprio la già candidata al Consiglio regionale, che ha esordito descrivendo la “sintesi” raggiunta ed il “progetto condiviso e concreto di uomini e donne della società civile, con esperienze diverse, che vogliono dare il proprio contributo”. Forgiata dal suo percorso e dall’ultima competizione, Franzè ha mostrato una certa sicurezza anche nell’attaccare la controparte, accusata di “fare comunicazione senza fatti a sostegno”, di produrre “promesse, slogan e fumo”, di tentare di “rappresentare una realtà che non esiste”. In breve, “sono stati anni di pagine buie e disastri” in cui anziché “dare risposte” sono state “solo attribuite responsabilità al passato”. Ora occorre “dire le cose come stanno”, lavorare per fermare “lo spopolamento”, passare ai “contenuti”. Poi una stilettata: “l’arroganza è il simbolo del fallimento amministrativo”. Il ruolo di candidato a sindaco ha caricato Tassone, pronto ad additare “l’innegabile vuoto politico e amministrativo” palesato, a suo avviso, dallo “stato della viabilità cittadina” con “strade non percorribili a dispetto di quanto detto nei podcast” e dall’ “isolamento istituzionale confermato dal silenzio di fronte anche all’impossibilità di arrivare in sicurezza al capoluogo di provincia”. Tassone, ringraziato il Comitato “San Bruno”, ha espresso l’intenzione di “escludere la sanità dalla campagna elettorale”, perché “bisogna difendere il presidio ospedaliero senza distinzioni politiche” per poi passare alla critica serrata su altri argomenti. “La città – ha affermato – necessita di un cambiamento radicale, di verità e non di propaganda. C’è chi mente sapendo di mentire quando allude al cambiamento di provincia come panacea di tutti i mali. Servono, invece, fatti. In sei anni di Amministrazione non è stata attivata nessuna leva per alleviare la disoccupazione: non si sa nulla di Piano del bosco, Piano regolatore e Piano di assunzioni comunali”. Tassone ha rimarcato “il mutamento rispetto all’approccio iniziale” riferendosi soprattutto alla “sbandierata volontà di uscire da Sorical” seguita “dall’entrata, senza risultati, di Barillari nel Comitato di gestione di Arrical, che è l’organismo che sceglie gli investimenti sul territorio”. A suo giudizio, “un fallimento totale” da ribaltare riportando la città ad “essere il faro delle Serre, a rivendicare i propri diritti mettendo da parte le appartenenze”. Il nome del gruppo (“La Restanza”) ed il logo (il cosiddetto “scarazzu” alimentato da un carbonaio con alle spalle le montagne locali), vogliono indicare “la resistenza contro l’abbandono e la speranza per costruire il futuro”. Alla specifica domanda del direttore de “Il Meridio” circa la possibilità di semplificazione del quadro politico con l’ipotetica riduzione da quatto a tre liste, Tassone ha puntualizzato che “non ci sono preclusioni, ma noi abbiamo tracciato una rotta precisa. Se qualcuno dovesse approcciarsi per portare un valore aggiunto, senza pretese e senza gli schemi della vecchia politica, potrebbe essere ben accolto”.


