Elezioni Serra, la “sparata” di Procopio e il silenzio degli ex di “In alto volare”: l’avventura comincia in salita

Nel silenzio di una vuota (stavolta a causa della normativa anti-Covid) Sala Chimirri quelle parole non potevano non rimbombare. Anche se qualcuno ha preferito ignorarle, facendo finta di non averle sentite o, peggio, inventando qualche giustificazione.

Questo probabilmente lo può fare la politica, ma il giornalismo no. Assolutamente no. Il compito del cronista è di riportare la verità, non di ometterla. “Trovo nel centrosinistra il mio campo d’azione politico”: questa la frase chiave pronunciata dal candidato a sindaco della lista “Uniti per Serra” Antonio Procopio. Una dichiarazione ammissibilissima, anzi scontata, un decennio addietro, ma non nel 2020. Non nell’anno in cui, quasi quasi, Gianni Procopio (padre di Antonio), il grande artefice dell’intesa fra Bruno Censore e Nazzareno Salerno, era addirittura sembrato più vicino a quest’ultimo (che per la verità non è politicamente attivo come un tempo). Male, anzi malissimo, il silenzio dei componenti dell’ex gruppo “In alto volare”. Non un gesto di disappunto, non una reazione da Jlenia Tucci (che comunque è stata fra le persone amministrativamente più attive), da Francesco De Caria (anche se il candidato è il fratello Gregorio), dal sempre forzista Giuseppe De Raffele e da Rosa Vellone (l’unica ad essere giustificata visto che la sua attività politica è relativamente recente). 

Se un gruppo politico dice di voler far valere le ragioni dei cittadini, deve prima di tutto essere in grado di far valere il suo peso.

Il punto è che la “sparata” di ieri è stata un fulmine a ciel sereno, come i continui richiami all’azione dell’ex Giunta Lo Iacono. Una “sparata” non concordata con nessuno. Certo, ognuno è libero di dire quello che sente, ma chi si candida a sindaco dovrebbe essere chiaro dall’inizio.

È un po’ come se sull’altare la sposa rivelasse allo sposo di essere incinta e il padre fosse una terza persona. Le verità possono (o meno) essere accettate, ma vanno dette per tempo.

È stata una sorpresa. Evidentemente la prima a cui, a questo punto, potrebbero seguirne tante altre.

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