Elezioni regionali, stavolta le Serre rischiano di non avere rappresentanza: la sfida di Censore e Rosi

In una situazione di confusione politica senza precedenti, gli aspiranti candidati al Consiglio regionale lavorano sotto traccia cercando di individuare la strategia migliore per accumulare consensi. Il contesto è diverso rispetto alle occasioni precedenti: stavolta, in considerazione della forte diffidenza della popolazione determinata dalla delusione derivante dalla mancanza di sviluppo, è molto più complicato convincere gli elettori innanzitutto a recarsi alle urne. 

In uno scenario che vede rinvigorirsi il processo di emigrazione – a causa della carenza di lavoro, di servizi e di infrastrutture – la classe politica dovrebbe puntare su idee idonee ad avviare il processo di crescita economica e sociale. Invece, con gli schieramenti impantanati in guerre interne, di programmi, quando ormai siamo giunti a pochissimi mesi (che avrebbero dovuto essere settimane) dalle elezioni, non se ne parla. D’altronde, non essendoci con certezza candidati alla Presidenza (molte discusse, per usare un eufemismo, le proposte di Mario Occhiuto e Mario Oliverio) di progetti concreti non se ne “può” parlare. In più, i partiti sembrano più concentrati sulle polemiche di basso livello che stimolano la pancia degli estremisti e dei qualunquisti che a formulare una valida piattaforma programmatica.

Nel comprensorio delle Serre, accanto al sentimento di protesta verso la classe dirigente, comincia a sorgere anche l’ipotesi – dopo 3 lustri – dell’assenza di rappresentanza territoriale. Perché oggi, in un clima di ostilità della comunità verso la politica, ottenere il numero di voti capace di far scattare il seggio nel parlamentino calabrese è impresa ardua.

Secondo i meccanismi che si vanno profilando, i candidati locali dovrebbero essere almeno 2: Bruno Censore e Bruno Rosi.

Il primo, dopo la rielezione alla Camera dei deputati non centrata alle elezioni del 4 marzo 2018, dovrebbe correre con il Partito democratico. La linea, in contrasto con quella del governatore uscente, è quella del segretario nazionale Nicola Zingaretti. Da vedere se ci sarà lo scontro con l’ex delfino Michele Mirabello.

Il secondo, dopo l’appoggio alla lista “Liberamente” alle elezioni amministrative seguenti alla sua sindacatura, dovrebbe far parte della squadra di Fratelli d’Italia. La crescita della compagine meloniana imporrà un confronto serrato con i “nuovi” esponenti del mondo della destra.

Il Collegio racchiude le province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. Il caos esistente (non si conosce ancora nemmeno il numero di candidati alla Presidenza nè la definizione delle coalizioni) offre chance ridotte e per sperare di sedere a Palazzo Campanella entrambi dovranno cercare di arrivare primi nelle rispettive liste.

Per Censore e per Rosi è una partita da dentro o fuori: una sconfitta determinerebbe inevitabilmente la fine della carriera politica.

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