Elezioni regionali, le coalizioni lavorano sottotraccia: spuntano i primi nomi

Nessuno ne parla apertamente perché la recente scomparsa della presidente Jole Santelli non consente ragionamenti troppo spregiudicati. Ma ogni schieramento tesse in silenzio la sua tela in uno scenario che, al momento, presenta troppe incertezze. A partire dalla data del voto, non esattamente definita. Considerando che il Consiglio regionale si scioglierà con la seduta del 10 novembre (quando si dovrebbero apportare le correzioni alla legge elettorale introducendo la preferenza di genere), si dovrebbe ipotizzare una data non successiva a domenica 10 gennaio 2021, ma è chiaro che andrà considerata la situazione relativa all’emergenza sanitaria.

Le coalizioni hanno avviato le interlocuzioni preliminari e non mancano i motivi di possibili tensioni. Nel centrodestra vengono ipotizzati diversi nomi per la Presidenza, anche se spesso ci si dimentica dell’accordo di fondo: in base alla ripartizione stabilita in precedenza, la “casella” Calabria è stata assegnata a Forza Italia e gli azzurri sembrano voler conservare la prerogativa respingendo possibili pretese degli alleati. Considerando fermo questo punto e tenendo d’occhio le strategie della Lega, i berlusconiani valutano diversi profili concentrandosi sui nomi di Roberto Occhiuto, Francesco Cannizzaro e Fulvia Michela Caligiuri con residue possibilità d’inserimento per Giuseppe Mangialavori.

Il Pd, che cerca un’intesa con il M5s, non pare voler ripetere l’esperienza del candidato esterno (con i noti risultati numerici e risvolti politici). I continui dissidi interni hanno perpetuato le spaccature e reso evidente la necessità di una riorganizzazione vera e propria: l’equilibrio è tutt’altro che a portata di mano. In questo quadro, la figura più forte è quella del già presidente del Consiglio regionale Nicola Irto, mentre sono meno percorribili le strade che portano a Carlo Guccione. Non realistica (anche per le eventuali implicazioni della legge Severino) la candidatura del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà.

Per i calabresi – al di là della diversità delle visioni ideologiche e dei giudizi sulla gestione amministrativa – rimane vivo il ricordo di una governatrice dall’azione originale durata appena 8 mesi.

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