Elezioni regionali, la Calabria come laboratorio politico: FdI e Lega pronti a mollare Forza Italia

Il frangente è di quelli delicati. Perché quella che si giocherà tra (più di) qualche mese non sarà una partita poco più che locale, ma una sorta di prova generale propedeutica all’attuazione di un disegno più grande. “Storico”, forse. La Calabria – con le sue difficoltà, le sue contraddizioni, le sue prospettive e le sue scommesse – potrebbe diventare un laboratorio politico da riproporre su scala nazionale. Gli ingredienti ci sono tutti: una crisi del sistema politico, un quadro economico e sociale instabile, una volatilità elettorale figlia di sentimenti non definibili e non controllabili, un’inarrestabile ma legittima ambizione di chi vuole essere protagonista della scena internazionale. Su queste basi s’innestano fattori territoriali che facilitano la disgregazione e la riaggregazione. 

Dopo la manifestazione con la quale è stata presentata la candidatura alla Presidenza della Regione di Mario Occhiuto, per Forza Italia è quasi impossibile tornare indietro. 

Ma questo percorso, disegnato in autonomia e senza consultazione alcuna di quelli che avrebbero dovuto essere gli alleati, è diventato inaccettabile per chi si è sentito scavalcato, non considerato, quasi impacchettato come un’entità alla quale è stato chiesto di accodarsi ed anche in silenzio.

Una “forzatura”, una “fuga in avanti”, un modo di fare e di considerare gli attori politici che non può essere “subito” supinamente. Ecco allora che dallo stupore e dalla delusione è nata l’idea: ribaltare il tavolo e gli equilibri, tracciare una via nuova, perché certe azioni si compiono quando è il momento oppure non si compiono più. Fratelli d’Italia e Lega pensano sempre con maggiore insistenza ad una nuova strada da percorrere insieme, ma senza l’alleato del passato. È un qualcosa di più di una semplice lampadina che si è accesa in testa, un qualcosa in meno di un progetto già avviato. Ma le parole di Giorgia Meloni ed anche di tanti interpreti non secondari non lasciano troppi dubbi: per “seconda gamba del centrodestra” non s’intende semplicemente l’esplicazione della volontà di diventare il secondo partito della coalizione in termini di preferenze, ma di essere il partner principale di un alleato (la Lega) che non avverte più la necessità di dialogare con un partito (Forza Italia) che, dopo aver espresso per un ventennio la leadership, sembra sulla via del tramonto. Fratelli d’Italia, dopo l’abbraccio con i riformisti di Raffaele Fitto, guarda dunque a quello che potrebbe essere considerato il “Pdl del futuro” e punta alla doppia cifra.

L’asse sovranista e conservatore può mollare la componente che si è detta sempre “moderata”: non c’è più la disponibilità a recepire decisioni unilaterali, visto che i tempi ed i rapporti di forza sono cambiati. 

La Calabria costituisce l’occasione propizia per provare a spiccare questo inedito volo: le elezioni regionali arrivano nel periodo giusto (novembre 2019 o febbraio-marzo 2020), esiste un nome credibile e spendibile (Wanda Ferro) su cui trovare la convergenza, c’è il coraggio di rischiare.

Le settimane che precedono le elezioni europee serviranno per riflettere, per comprendere, per analizzare gli effetti dei tentativi di ricucire, ma anche per agire: poi, dopo il 26 maggio, le decisioni saranno irrevocabili.

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