Elezioni regionali, centrodestra prigioniero di prepotenti buoni a niente

L'ennesima settimana decisiva è trascorsa nell'indifferenza delle superbe nullità

Per una volta la montagna del centrosinistra non ha partorito il topolino: alla luce delle condizioni (disperate) date, la scelta di Pippo Callipo rappresenta, infatti, la migliore delle soluzioni possibili.

E per una volta Jole Santelli, Coordinatrice regionale di Forza Italia, concepisce un pensiero sensato, avvertendo la coalizione di centrodestra che di tempo se ne è perso fin troppo mandando a carte quarantotto il vantaggio che essa aveva accumulato a causa di vari fattori, non ultimo la pessima percezione dell’operato di Mario Oliverio, presidente uscente e rappresentante del centrosinistra che lo ha rinnegato, da parte dell’opinione pubblica. Un capo della Giunta che, legittimamente dal suo egoista punto di vista, non arresta la sua corsa verso il precipizio del ridicolo e serra le fila delle clientele sparpagliate dal Pollino allo Stretto e piagnucolanti all’annuncio del noto imprenditore di Pizzo Calabro quale frontman di PD e compagni. Non aggiunge e non toglie granché a qualsiasi tipo di ragionamento, invece, la candidatura, che va considerata di bandiera, del professor Francesco Aiello, voluto da quel che resta di un Movimento 5 Stelle ridotto in brandelli. E’ questo lo scenario all’inizio di dicembre e già solo il fattore cronologico dovrebbe far arrossire di vergogna i capataz del centrodestra che, nonostante fossero nella situazione ideale per lanciare in orbita il proprio candidato prima e meglio degli altri, si sono ritrovati buoni ultimi ad assumersi tale onere. Nessuno si illuda che questa attesa sarà compensata dalla straordinarietà del personaggio che offriranno in pasto all’elettorato. Visto l’andazzo delle trattative caratterizzate da un estenuante tira e molla, c’è da dubitare che ciò possa accadere. I partiti di centrodestra, però, non se ne curano, evidentemente immemori delle scellerate stagioni targate Nisticò e Chiaravalloti, un medico ed un magistrato catapultati nel frullato della politica regionale senza che nulla capissero all’esordio e senza che nulla avessero capito quando sulla loro triste avventura calò il sipario. Il problema, molto serio, è che i virus innestati dai veleni di una parte politica data per vincente poi si diffondono in tutta la popolazione che da incompetenti è condannata, sia pur non essendo esente da colpe, ad essere amministrata. Nel frattempo, l’ennesima settimana decisiva è trascorsa nell’indifferenza delle superbe nullità nei confronti dei problemi abnormi di questa terra devastata da ignoranti e trasformisti.

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